Raccontare per esprimersi; Outro:Tear, la narrazione della rap line | RM, SUGA, J-Hope

Nei vari articoli dove parlavo singolarmente dei nostri tre amati rapper preferiti, vi avevo parlato anche delle differenze nello stile di scrittura ma non sono mai entrata a fondo nel discorso. Mi è tornato in mente perché Yoongi nella canzone Seesaw paragona una relazione a una specie di altalena (una seesaw), dove parla dei lati postivi e di quelli negativi. Namjoon invece ha detto che se lui l’avesse scritta, avrebbe sicuramente fatto un gioco di parole con “see” e “saw”, come in I see you (ti vedo) e I saw you (ti ho visto).

La rapline dei BTS — RM, SUGA e j-hope — può essere letta quasi come un unico grande arco narrativo, in cui tre personaggi raccontano lo stesso viaggio da prospettive differenti. Non è soltanto una divisione di stili rap: nel corso della discografia, le loro voci diventano tre modi diversi di affrontare identità, ambizione, rabbia, successo, paura, amore, fallimento e appartenenza.

La cosa interessante è che la narrazione cambia insieme ai BTS: all’inizio il messaggio è soprattutto «guardateci, siamo qui»; successivamente diventa «chi siamo diventati?» e infine «chi siamo quando togliamo tutto ciò che abbiamo costruito?».


1. La rapline come tre narratori

Possiamo partire da una semplificazione utile:

RMSUGAj-hope
Domanda centraleChi sono?Quanto mi costa ciò che desidero?Come posso continuare ad andare avanti?
Conflittoidentitàambizione/dolorepaura/speranza
Sguardofilosoficointrospettivoemotivo
Rap comelinguaggioconfessioneenergia
Evoluzionedall’identità pubblica all’identità personaledalla rabbia all’accettazionedall’immagine della speranza alla ricerca di essa

Non significa che ogni canzone possa essere ridotta a questa formula. Anzi, la forza della rapline sta proprio nel fatto che le tre prospettive si sovrappongono.

La differenza è particolarmente evidente nel modo in cui scrivono: SUGA ha spiegato di prestare molta attenzione al significato delle parole e alle loro possibili interpretazioni, mentre j-hope ha descritto un processo molto legato alla ricerca e all’atmosfera; RM, invece, ha sviluppato progressivamente un modo di scrivere sempre più orientato alla costruzione di una storia e di immagini.


2. Prima fase: «Dobbiamo dimostrare di esistere»

Nei primi BTS la rapline ha una funzione quasi militante.

Brani come:

  • Cypher Pt.1
  • Cypher Pt.2: Triptych
  • Cypher Pt.3: Killer
  • Cypher Pt.4
  • We On
  • Paldogangsan

costruiscono una narrativa di opposizione.

Il mondo dice loro cosa dovrebbero essere: idol, giovani, rookie, gruppo proveniente da un’azienda relativamente piccola.

La risposta della rapline è:

non accettiamo la narrazione che avete scritto per noi.

I Cypher sono particolarmente importanti perché trasformano la competizione rap in costruzione dell’identità. Non stanno semplicemente dicendo “sono bravo a rappare”: stanno utilizzando il rap per stabilire la propria legittimità.

E c’è un dettaglio narrativamente importante: all’inizio hanno bisogno dell’avversario.

Il loro “io” nasce contro qualcuno.


3. Il primo grande cambiamento: dalla rabbia all’autobiografia

Con il tempo, però, l’avversario esterno diventa meno importante.

La domanda diventa:

«Cosa succede quando otteniamo ciò che volevamo?»

Qui entrano brani come:

  • First Love
  • The Last
  • Reflection
  • MAMA
  • Outro: Tear
  • Trivia: Love

Il rap smette progressivamente di essere soltanto un’arma e diventa memoria.

SUGA è probabilmente il caso più evidente.

In “First Love”, il pianoforte diventa quasi un personaggio della sua autobiografia: la musica non è semplicemente qualcosa che ama, ma qualcosa che ha attraversato le varie fasi della sua vita.

In “The Last”, invece, il rapporto con la musica diventa molto più doloroso.

Il successo non cancella automaticamente la sofferenza.

Questa è una delle caratteristiche fondamentali della narrativa della rapline:

il raggiungimento del sogno non coincide con la fine del conflitto.

Anzi, spesso ne crea uno nuovo.


4. RM: la narrativa dell’identità

RM è quello che più frequentemente trasforma la propria esperienza in una domanda filosofica.

La sua narrativa potrebbe essere descritta come:

persona → artista → personaggio → persona

Uno dei momenti più importanti è “Intro: Persona”.

Qui RM mette in discussione la distanza tra:

  • Kim Namjoon
  • RM
  • il leader dei BTS
  • il rapper
  • la persona che il pubblico vede.

“Persona” non è semplicemente una canzone sull’identità.

È una canzone sulla costruzione dell’identità attraverso lo sguardo degli altri.

La domanda implicita diventa:

Sono diventato RM oppure ho costruito RM perché il mondo aveva bisogno di RM?

È particolarmente interessante perché arriva dopo anni di carriera. Non è più il giovane rapper che cerca di dimostrare di avere qualcosa da dire.

È una persona che ha avuto successo e ora si chiede chi sia veramente la persona che ha ottenuto quel successo.

RM stesso ha spiegato che per “Persona” voleva recuperare un’energia più aggressiva rispetto all’atmosfera di mono., lavorando molto sul testo anche durante la produzione del brano.


5. SUGA: la narrativa dell’ambizione

Se RM chiede:

«Chi sono?»

SUGA tende a chiedere:

«Quanto sono disposto a pagare per diventare ciò che voglio?»

La sua narrativa è probabilmente la più conflittuale.

Il desiderio di successo è contemporaneamente:

  • una salvezza;
  • una necessità;
  • una fonte di sofferenza;
  • qualcosa che può diventare autodistruttivo.

Questo raggiunge una forma estremamente chiara in “Interlude: Shadow”.

La struttura stessa della canzone è narrativa: SUGA parte dal desiderio di diventare grande e arriva alla consapevolezza che l’ombra cresce insieme alla luce.

Più successo = più paura di perderlo.

Più altezza = maggiore solitudine.

È una metafora estremamente efficace per la traiettoria dei BTS.

La cosa interessante è che “Shadow” dialoga direttamente con la fase iniziale della loro carriera.

Il sogno che aveva alimentato il ragazzo di un tempo è diventato la realtà dell’artista adulto.

E quindi nasce una contraddizione:

«Ho ottenuto esattamente ciò che desideravo. Perché allora ho paura?»


6. j-hope: la narrativa della speranza

j-hope può sembrare inizialmente il personaggio più semplice dei tre.

Il suo stesso nome artistico contiene “Hope”.

Ma proprio per questo la sua narrativa diventa interessante.

Perché progressivamente scopriamo che la speranza non è uno stato naturale.

È qualcosa che deve essere costruito.

In “Hope World”, j-hope presenta un mondo personale colorato, creativo, quasi fantastico. Il progetto viene descritto dallo stesso artista come una sorta di “calling card”, un modo per presentare al mondo la propria identità creativa.

Poi arriva “Outro: Ego”.

Ed è qui che la narrativa diventa molto più complessa.

Se:

  • RM = Persona
  • SUGA = Shadow
  • j-hope = Ego

abbiamo tre parti di una stessa domanda:

Chi sono?

Persona: chi sono davanti agli altri?

↓

Shadow: cosa succede alle mie paure quando raggiungo ciò che desidero?

↓

Ego: posso accettare il percorso che mi ha portato fino a qui?

“Ego” non cancella le difficoltà precedenti.

Le ricontestualizza.

È una conclusione molto importante perché j-hope non dice semplicemente:

«È andato tutto bene.»

Il significato è più vicino a:

«Tutto quello che è successo fa parte della persona che sono diventato.»

La struttura Persona → Shadow → Ego è stata esplicitamente interpretata come un arco complementare tra i tre rapper.


7. “Outro: Tear”: il punto in cui i tre narratori diventano una sola voce

Se dovessi scegliere un brano fondamentale per capire la narrativa della rapline, sceglierei proprio “Outro: Tear”.

Perché succede qualcosa di diverso.

Nei brani precedenti abbiamo:

RM racconta RM.
SUGA racconta SUGA.
j-hope racconta j-hope.

In “Tear”, invece, i tre parlano della stessa ferita.

Il brano fu scritto in un periodo in cui il futuro del gruppo era stato messo in discussione; i membri hanno poi spiegato il significato personale del pezzo.

E la cosa straordinaria è che ognuno interpreta la separazione diversamente.

RM → tear = lacrime

SUGA → tear = strappare

j-hope → fear = paura

Questa interpretazione è stata spiegata da RM parlando della costruzione del brano.

Quindi abbiamo:

RM → dolore

SUGA → distruzione

j-hope → paura

Tre reazioni allo stesso evento.

Ed è proprio questo che rende la rapline narrativamente efficace.

Non sono tre personaggi che raccontano tre storie indipendenti.

Sono tre punti di vista sulla stessa storia.


8. Dopo “Tear”: la domanda diventa “cosa facciamo con la rabbia?”

E qui arriviamo a “UGH!”.

Se “Tear” è rivolta verso l’interno, “UGH!” torna verso l’esterno.

Ma la rabbia non è più semplicemente:

“Voi ci avete sottovalutato.”

È diventata una riflessione sulla rabbia contemporanea, sulla violenza delle parole, sulla cultura dell’aggressività e sul modo in cui la rabbia può diventare uno spettacolo.

RM ha raccontato che “UGH!” doveva mantenere il ruolo che un brano come un Cypher avrebbe avuto durante un concerto, ma che il testo doveva anche rappresentare la rabbia; ha descritto il proprio rap come una sorta di interpretazione di quella rabbia.

Ed è una trasformazione importante:

Cypher

«Sono arrabbiato perché mi state sottovalutando.»

UGH!

«Perché il mondo è così arrabbiato?»

La rabbia passa quindi:

dall’io → alla società.


9. Dalla competizione alla vulnerabilità

Questo secondo me è il cambiamento più importante della rapline.

Prima:

Guardatemi.

Poi:

Capitemi.

Infine:

Sto cercando di capire me stesso.

È per questo che la rapline diventa progressivamente meno interessata a dimostrare di essere “forte”.

La vulnerabilità diventa una forma di forza.

In questo senso, “The Last”, “Reflection”, “First Love”, “Tear”, “Shadow”, “Persona” e “Ego” possono essere letti come capitoli di una stessa grande narrazione.


10. La cosa più bella: i tre non “risolvono” lo stesso problema nello stesso modo

Questa è forse la caratteristica narrativa che preferisco.

RM tende a comprendere.

SUGA tende a confrontarsi.

j-hope tende a trasformare.

Per esempio:

RM

Prende il conflitto e lo trasforma in una domanda filosofica.

«Che cosa significa essere me?»

SUGA

Prende il conflitto e lo guarda direttamente.

«Perché sto soffrendo nonostante abbia ottenuto ciò che volevo?»

j-hope

Prende il conflitto e cerca di trasformarlo in movimento.

«Come posso continuare?»

Questa differenza permette alla rapline di evitare che le loro canzoni sembrino tre versioni della stessa persona.


11. E poi arriva la separazione: la rapline diventa individuale

La fase solista rende questa narrativa ancora più evidente.

Nei BTS, i tre sono parte di un’identità collettiva.

Nei loro lavori individuali devono invece rispondere alla domanda:

«Chi sono senza BTS?»

Ed è qui che i loro percorsi divergono.

RM — Mono. / Indigo / Right Place, Wrong Person

La ricerca diventa più contemplativa e artistica.

Non è più soltanto:

“Chi sono io?”

ma:

“Come posso esistere in mezzo al mondo, all’arte e alle altre persone?”

SUGA / Agust D — D-2 / D-DAY

Il conflitto con il passato continua.

Ma progressivamente emerge una forma di accettazione.

Non necessariamente:

“Ho risolto tutto.”

Piuttosto:

“Questo sono io, e questa è la storia che mi ha portato qui.”

Leggi anche Una marcia attraverso la cultura coreana: Daechwita di Agust D (parte 1)

j-hope — Jack in the Box

Qui avviene forse la rottura più evidente dell’immagine precedente di j-hope.

L’artista conosciuto come simbolo della positività mostra il lato più inquieto e oscuro della propria identità artistica.

Ed è narrativamente perfetto.

Perché se il personaggio è “Hope”, la domanda interessante diventa:

che cosa succede quando Hope entra nell’oscurità?

La stessa tensione tra pressione, identità e desiderio di continuare emerge anche nelle riflessioni pubbliche di RM e j-hope sul periodo precedente alla pausa del gruppo.

Leggi anche (Versione COMPLETA)Jack In The Box (JITB) di J-Hope – la nostra analisi FULL ALBUM


12. La rapline come “trilogia psicologica”

Se volessimo trasformare tutta la loro narrativa in una struttura quasi letteraria, potremmo costruirla così:

ATTO I — LA RIBELLIONE

Cypher / We On / Paldogangsan

↓

“Non ci riconoscete.”

↓

ATTO II — L’AFFERMAZIONE

First Love / MAMA / The Last

↓

“Questo è ciò che siamo e questo è ciò che abbiamo vissuto.”

↓

ATTO III — IL SUCCESSO

Mic Drop / DNA / Fake Love

↓

“Abbiamo ottenuto quello che volevamo.”

↓

ATTO IV — LA CRISI

Tear / Shadow / Persona

↓

“Ma chi siamo adesso?”

↓

ATTO V — L’ACCETTAZIONE

Lavori solisti

↓

“Non posso separare ciò che sono da ciò che ho vissuto.”


13. E la cosa fondamentale: la rapline racconta anche la storia dei BTS

Questo è il punto che rende la loro narrativa particolarmente interessante.

RM, SUGA e j-hope non raccontano solamente se stessi.

Raccontano indirettamente la storia dei BTS.

Quando cambiano loro, cambia il gruppo.

All’inizio sono rapper che vogliono essere riconosciuti.

Poi diventano artisti che devono gestire il successo.

Poi diventano persone che devono capire se stessi oltre il successo.

Per questo Map of the Soul: 7 è un punto particolarmente importante: i tre brani “Persona” → “Shadow” → “Ego” possono essere letti come una sorta di riepilogo psicologico di sette anni di carriera. I BTS stessi hanno collegato il progetto alla rilettura del proprio passato e all’uso di elementi musicali provenienti dai primi anni.


In definitiva

La narrativa della rapline dei BTS può essere sintetizzata in una progressione:

“Guardatemi.”

↓

“Ascoltatemi.”

↓

“Capitemi.”

↓

“Sto cercando di capire me stesso.”

↓

“Forse non devo più separare le mie contraddizioni da ciò che sono.”

Ed è proprio per questo che RM, SUGA e j-hope funzionano così bene insieme.

RM cerca il significato.

SUGA affronta la ferita.

j-hope cerca una via attraverso di essa.

Non sono tre narratori identici: sono tre risposte diverse alla stessa esperienza di crescita.

E se guardiamo la loro discografia come una storia unica, la domanda iniziale «chi siamo?» non riceve mai una risposta definitiva. La risposta cambia continuamente, perché la loro identità cambia insieme alla loro vita, alla loro musica e al rapporto con il successo.

Se vuoi approfondire questa lettura, il passo successivo più interessante sarebbe analizzare la rapline come una vera e propria trilogia narrativa, seguendo RM → SUGA → j-hope album per album, da Dark & Wild fino ai lavori solisti, e collegando testi, MV, simboli e riferimenti visivi.

Poesia, prosa o suono?

Ogni rapper della rapine ha i propri metodi per scrivere una canzone, ma nessuno dei tre si concentra solo su un specifico metodo, infatti, anche Yoongi non usa solo il raccontare la storia, ma anche spiegare i concetti con cose che vediamo, tramite dialoghi e comparazioni. L’approccio di Suga ai testi e alla musica è quello che potremmo definire “pura onestà”, ma con l’abilità di confortare i suoi ascoltatori con ogni singola parola.

Se usassimo dei paragoni per visualizzare meglio la cosa, Hobi sarebbe un ballerino, perchè lui lavora con il suono, le sillabe e i beat, Namjoon sarebbe un poeta e Yoongi uno scrittore di prosa.

Quello che possiamo dire con assoluta certezza è che abbracciano tutti e tre la creatività in un modo unico, come è unico anche il loro modo di pensare e di raccontare lo stesso viaggio.

In conclusione

Per concludere, possiamo vedere come tutti e tre scrivono in modo diverso enfatizzando le loro differenze, ma quando ascoltiamo il risultato finale poi ci dimentichiamo di tutto ciò per goderci della buona musica (e una buona storia). Il loro metodo narrativo è diverso per tutti e tre i rapper, ma notiamo come questi tre metodi funzionino tutti: il messaggio arriva dritto al punto tramite una storia facile da seguire, una storia cruda e sincera o una storia nascosta nel quadro generale. Questi metodi ci spingono (senza violenza) a vedere quello che loro vogliono che noi vediamo e sentiamo. Un esempio ne è Pandora’s Box di J-Hope (o anche P.O.P pt.1), First Love e Seesaw di Suga, Seoul e Forever Rain di RM (ma anche Wild Flower).

I rapper della Vocal Line – Jin e Jungkook [PARTE 2]

Nota: Vi ricordo che questo è un articolo del 2020, revisionato e aggiornato al 2023 ma NON riscritto. Per il momento sto ripubblicando i vecchi post, uno alla settimana, ma arriveranno anche quelli nuovi, non preoccupatevi! Vi lascio al post, buona lettura ☺️

Oggi abbiamo un’articolo un po’ più leggero e meno serio, infatti trattiamo di come i rapper della vocal line abbiano eseguito ddaeng (땡). Ma passiamo subito al dunque: cos’è una vocal line?

La vocal line è una sub unit di un gruppo che comprende solo i cantanti. I gruppi kpop di solito sono divisi in cantanti, rapper e ballerini, per questo si creano delle specie di sub unit, chiamate “line”, e ce ne sono tante, ad esempio la dance line, la rap line, ecc. La vocal line di cui si parla in questo blog è quella dei BTS, formata da Jimin, V (Taehyung), Jungkook e Jin. Vi lascio all’articolo, buona lettura!

Tutti conosciamo la mitica ddaeng (땡), e nel caso non la conosceste vi lascio qui il video su Soundcloud:

Di solito quando analizzo dei rapper tendo a puntare molto sui testi e sulle capacità di scrittura. Il testo purtroppo, non è scritto da loro ma dalla rapline (RM, Suga, J-Hope) quindi non parlerò di queste cose (tipo incastri, rime e giochi di parole).

𝗦𝗲𝗼𝗸𝗷𝗶𝗻

Lo stesso che ho detto per Jimin nello scorso articolo vale per Jin, anche il suo stare fuori tempo (nelle altre esibizioni) è dato dalla scarsa praticità col genere e con la velocità delle sillabe. Jin ha anche il problema di non avere un flow proprio, ogni volta che rappa lo fa nello stesso modo. Stranamente, non è una cosa che risulta fastidiosa (almeno per me) nonostante di solito io tenda a insistere tanto sulle variazioni del flow. Jin ha delle caratteristiche vocali magnifiche quando canta, e mi piacerebbe le usasse anche quando rappa, renderebbe il suo rap qualcosa di speciale. Il problema con Jin e Jimin è l’assenza di “pratica” (non dico che non si sono esercitati, dico che non rappano costantemente come la rap line) che si sente un po’ ma non è fastidiosa. Jin quando rappa prova ad imitare quello che fanno i rapper nella canzone (quindi usare il loro stesso flow) ed è questa la cosa che lo frega, perché come dico sempre, ogni rapper ha una capacità vocale diversa, sa sfruttare diversamente la voce, il flow è personale, e copiando quello degli altri si crea una specie di “brutta copia”. Però in ddaeng, nonostante faccia la stessa cosa, non suona male, anzi!

𝗝𝘂𝗻𝗴𝗸𝗼𝗼𝗸

Jungkook come rapper ha tutto quello che a un rapper serve per essere un Rapper con la R maiuscola.‪ Non vorrei stare qui ad elogiarlo e basta perché con gli altri sono stata abbastanza cattiva, ma oggettivamente non trovo un punto che non sia positivo nel suo modo di rappare. Non ha i problemi degli altri col flow, non è timido e non si esalta troppo. Non so se effettivamente gli piaccia rappare o lo faccia solo perché noi fan glielo chiediamo da anni e anni e anni, ma, se anche non gli piacesse non ce lo fa proprio capire. Oltre a divertirsi sta attento a non uscire fuori tempo e sopratutto: ci mette del suo. Nel video possiamo sentire che ricalca leggermente il flow che usa RM, ma gli serve solo come spunto, come base da cui partire per poi sviluppare il suo stile. È originale, suona “fresco” e leggero, ma mantiene un non so che che mi fa pensare “powerful”. Non saprei come spiegarvelo, perché è proprio l’attitude che ha mentre rappa a renderlo così powerful ma allo stesso tempo leggero. Lo aiutano tanto anche le caratteristiche vocali che ha, conosce bene la sua voce, la sa sfruttare e sa come deve usarla per rendere un determinato tipo di effetto. Jungkook quando canta sa trasmettere emozioni, e quando rappa non è da meno (!) appunto perché non “copia”, non imita. Ad essere sincera, mi rode un po’ non aver trovato nessun punto debole nel rap di Jungkook (non per chissà quale motivo astruso) perché non rappava da secoli. Pensandoci meglio però, mi rendo conto che aveva già delle basi (perché all’inizio rappava e ce lo ricordiamo tutti) che una volta acquisite è difficile perdere; certo, possono arrugginirsi, ma nel caso di Jungkook non è successo. Quando aveva appena debuttato era già un rapper migliore di molti rapper attuali nell’industria che vengono obbligati a rappare.

𝗖𝗼𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 Mi piacerebbe che venisse data ai ragazzi l’opportunità di scrivere un pezzo rap in modo da riuscire a “capirli” e ad analizzarli meglio come rapper però capisco non sia possibile!

Prima di andare, come al solito, vi ringrazio per essere arrivati fino alla fine dell’articolo, e per averlo letto. Vi ricordo che potete trovarmi per domande e suggerimenti su Instagram (btstag_), inoltre vi avviso riguardo alla pubblicazione degli articoli, se saltano, se vengono posticipati e cose del genere, quindi vi ricordo di seguirmi, in modo da restare sempre aggiornati. 💜

I rapper della Vocal Line – Jimin e Taehyung [PARTE 1]

Nota: Vi ricordo che questo è un articolo del 2020, revisionato e aggiornato al 2023 ma NON riscritto. Per il momento sto ripubblicando i vecchi post, uno alla settimana, ma arriveranno anche quelli nuovi, non preoccupatevi! Vi lascio al post, buona lettura ☺️

Oggi abbiamo un’articolo un po’ più leggero e meno serio, infatti trattiamo di come i rapper della coal line abbiano eseguito ddaeng (땡). Ma passiamo subito al dunque: cos’è una vocal line?

La vocal line è una sub unit di un gruppo che comprende solo i cantanti. I gruppi kpop di solito sono divisi in cantanti, rapper e ballerini, per questo si creano delle specie di sub unit, chiamate “line”, e ce ne sono tante, ad esempio la dance line, la rap line, ecc.La vocal line di cui si parla in questo blog è quella dei BTS, formata da Jimin, V (Taehyung), Jungkook e Jin. Vi lascio all’articolo, buona lettura!

Tutti conosciamo la mitica ddaeng (땡), e nel caso non la conosceste vi lascio qui il video su Soundcloud:

Di solito quando analizzo dei rapper tendo a puntare molto sui testi e sulle capacità di scrittura. Il testo purtroppo, non è scritto da loro ma dalla rapline (RM, Suga, J-Hope) quindi non parlerò di queste cose (tipo incastri, rime e giochi di parole).

𝗝𝗶𝗺𝗶𝗻

Mi dispiace parlarne poco ma ha rappato veramente poco. Jimin non ha di certo una conoscenza del rap approfondita come la rap line, non ha basi sostanzialmente, non ha rappato prima d’ora (se non rare volte) quindi sono rimasta piacevolmente sorpresa. Di solito Jimin quando rappa è molto timido (tranne in Tony Montana, ma quella è l’influenza di Yoongi e il fatto che Jimin sul palco si trasforma) e tende a parlare piano. La timidezza di solito è uno dei fattori che causa l’andare fuori tempo, ma qui non succede: Jimin sta a tempo e lo fa pure abbastanza bene per non essere un rapper, sono molto contenta del risultato (nonostante cinque secondi siano pochissimi)

𝗧𝗮𝗲𝗵𝘆𝘂𝗻𝗴

A Taehyung piace rappare. Si vede, si sente, si percepisce. Ha pure fatto Cypher 3 da solo e penso che sia il biggest fan (dopo di me😂) della rapline. Prima di dirvi di Tae in ddaeng però, devo dirvi di Tae in cypher.

(Cypher inizia a 3.40)

[Tenete presente che il testo di Cypher è complicatino]

Taehyung in Cypher 3 non ha il problema che ha Jimin col flow, ma ha il problema del tempo. Vi spiego: quando guardo l’esibizione di Tae e proviamo a rappare con lui ci ritroviamo sempre in punti diversi. Anche ad orecchio, potete sentire che a volte va più veloce e si fa trascinare dalla base o va più lento. Il suo problema è che si gasa un botto, ma proprio un botto, e quando qualcuno si gasa (o si sente timido) di conseguenza perde la concentrazione e (se non è un rapper professionista) cade fuori tempo. Il problema di Cypher-Tae è proprio il gasarsi troppo, ma alla fine ci sta perché era un’esibizione just for fun. In Cypher possiamo sentire le variazioni di flow (presuppongo siano inconsce) che non sono copie del flow usato dai rapper della canzone originale. Questa esibizione è vecchia e ne sto parlando pure troppo, ma mi serve per farvi capire quanto sia migliorato.

In ddaeng Taehyung non ha più il problema di controllare il suo entusiasmo, o meglio, è riuscito a sfruttarlo per creare qualcosa di suo.‪ La sua parte ha le stesse parole della canzone originale ma suona diversa, perché, appunto, ci ha messo quello che una volta era la sua debolezza. È riuscito a controllarla e farla sua e grazie a questo è riuscito a creare un suo stile, qualcosa che appena senti dici “questo è Tae” e io adoro quando un rapper riesce a fare questa cosa, può piacere o può non piacere, ma non si può negare che sia oggettivamente migliorato e cresciuto. Come ho già detto alcune volte, il flow di un rapper dovrebbe essere estremamente personale, riflettere la creatività del rapper stesso e per questo prima quando parlavo di cypher ho sottolineato le variazioni di flow, e per questo dico che Taehyung è tutto sommato un buon rapper, perché riesce ad esprimersi con la sua creatività.

Prima di andare, come al solito, vi ringrazio per essere arrivati fino alla fine dell’articolo, e per averlo letto. Vi ricordo che potete trovarmi per domande e suggerimenti su Instagram (btstag_) e pure su Twitter (sempre btstag_), inoltre sui social vi avviso riguardo alla pubblicazione degli articoli, se saltano, se vengono posticipati e cose del genere, quindi vi ricordo di seguirmi, in modo da restare sempre aggiornati. Grazie mille di nuovo per aver letto l’articolo, vi auguro di passare una buona serata. 💜

La Rap Line dei BTS: J-HOPE

Cos’è una rap line? La rap line è una sub unit di un gruppo che comprende solo i rapper. I gruppi kpop di solito sono divisi in cantanti, rapper e ballerini, per questo si creano delle specie di sub unit, chiamate “line”, e ce ne sono tante, ad esempio la dance line, la vocal line, ecc. La Rap Line di cui si parla in questo blog è quella dei BTS, formata da RM (Namjoon), J-Hope (Hoseok) e Suga (Yoongi). In questo articolo parlerò di J-Hope, sul blog è già presente un’articolo in cui parlo di RM e un altro in cui parlo di Suga. Questo di J-Hope è l’ultimo di questa miniserie, dalla prossima volta inizieremo ad addentrarci un po’ di più nel profondo. Vi lascio all’articolo, buona lettura!


Come prima cosa, dovete sapere che Hoseok all’inizio non era un rapper, ce lo hanno detto proprio i BTS. Hobi al momento è un rapper straordinario, non solo perché in soli pochi anni è riuscito a sviluppare la tecnica e un suo stile particolare, ma anche perchè uno dei pochi rapper ad essere completamente originale, come lui non c’è nessuno, né nel kpop né nel mondo. La cosa che (personalmente) mi stupisce sempre di lui è che è un rapper che sa adattarsi a qualsiasi cosa, e quando dico qualsiasi cosa, intendo davvero qualsiasi cosa: il suo è uno stile molto “allegro”, nonostante questo, brilla anche in pezzi come Outro:Tear, che sono fuori dal suo “spettro”.

Ogni rapper prende spunto da altri rapper o stili che sono stati importanti per lui, rendendo propria una caratteristica che gli piace di questi rapper e mettendola nei loro pezzi, se Namjoon e Yoongi amano particolarmente un determinato stile e si nota, per Hoseok questa cosa non succede. Hobi prende spunto da artisti che ha nominato in Hip Hop Phile (힙합성애자), ma riesce ad amalgamarli benissimo al suo stile personale e non si nota per niente a meno che qualcuno non abbia un orecchio molto molto allenato.

Il punto forte di Hobi è anche il fattore “sperimentazione”: non si chiude solo su qualcosa di fisso, ma tende a variare molto. Ad esempio, aggiungendo delle parti dove canticchia un po’ di più. Hobi comunque non lascia spazio ai dubbi, fa rap con tanta naturalezza che emana un energia unica. Qui sotto vi lascio un’esempio dall’ultimo (non più ultimo) comeback: Ego è una canzone proprio nel suo stile, quello che percepisco (personalmente, ovvio) è che in questo stile molto più upbeat (inteso nel senso di cheerful, allegra), si senta molto più a suo agio.

L’articolo è quasi finito, come questa mini-serie, quindi tiriamo le somme, vi va?

Prendendo singolarmente ogni elemento della nostra rap line notiamo come ognuno brilli in una cosa diversa: Namjoon nei testi, metrica e nel flow, Yoongi nei “sentimenti”, nel flow e nella velocità e Hobi nella capacità di adattamento e la sperimentazione. Se noi uniamo queste cose, notiamo come ognuno di loro riesca a sopperire alle “lacune” (che non sono lacune, ma dovrete passarmi il termine perchè non ne ho trovato uno che esprimesse bene il concetto) degli altri. Sono un trio perfetto e si completano a vicenda. Singolarmente sono rapper unici e imbattibili, ma uniti creano qualcosa di straordinario. Tutti e tre hanno tutte le carte in regola per essere definiti Rapper con la R maiuscola; nel rap non c’è nessuno come loro che riesca a unire tecnica (con tutte le cose che ne derivano tipo flow, rime, ecc) ed emozioni nel modo in cui lo fanno loro.

Prima di andare, come al solito, vi ringrazio per essere arrivati fino alla fine dell’articolo, e per averlo letto. Vi ricordo che potete trovarmi per domande e suggerimenti su Instagram (btstag_) e da stasera pure su Twitter (sempre btstag_), inoltre sui social vi avviso riguardo alla pubblicazione degli articoli, se saltano, se vengono posticipati e cose del genere, quindi vi ricordo di seguirmi, in modo da restare sempre aggiornati. Grazie mille di nuovo, vi auguro di passare una buona serata. 💜

La Rap Line dei BTS: Suga

Nota: Vi ricordo che questo è un articolo del 2020, revisionato e aggiornato al 2023 ma NON riscritto. Per il momento sto ripubblicando i vecchi post, uno alla settimana, ma arriveranno anche quelli nuovi, non preoccupatevi! Vi lascio al post, buona lettura ☺️


Cos’è una rap line?

La rap line è una sub unit di un gruppo che comprende solo i rapper. I gruppi kpop di solito sono divisi in cantanti, rapper e ballerini, per questo si creano delle specie di sub-unit, chiamate “line”, e ce ne sono tante, ad esempio la dance line, la vocal line, ecc.

La rap line di cui si parla in questo blog è quella dei BTS, formata da RM (Namjoon), J-Hope (Hoseok) e Suga (Yoongi). In questo articolo parlerò di RM, e ci saranno altri due articoli che parleranno rispettivamente di J-Hope e Suga.

Leggi anche: [Thread] La Rap Line dei BTS: RM

La prima cosa che notiamo nel rap di Yoongi è il modo in cui recapita o “delivera” (passatemi il termine, da deliver, consegnare, in inglese) le emozioni. Quando lui rappa tutti riescono a capire quello che vuole dire. Ad esempio, con First Love o the Last, ti fa sentire dentro alla scena, anche se non parli coreano. Ti coinvolge molto, e ti sembra proprio di essere li con lui mentre le cose succedono, o addirittura di essere tu il protagonista della storia. Per portarvi un esempio personale e abbastanza recente (non più recente, ormai), vi dirò di quando è uscita Shadow, mi ero dimenticata che ci fossero i sottotitoli in inglese, quindi la prima volta che l’ho sentita l’ho fatto senza sapere di cosa stesse parlando, e stavo letteralmente affogando in una valle di lacrime, pur non conoscendo il testo.

Yoongi é un rapper pazzesco, un rapper nel vero senso del termine, con la R maiuscola. Non ha peli sulla lingua, è fortissimo. Oltre a tutto questo, ha anche l’attitude da rapper e tutte le skills necessarie.

Aggiungo anche una piccola curiosità: Yoongi col suo extrabeat è il rapper più veloce dell’industria coreana, infatti riesce a dire 11.40 sillabe per secondo, battendo rapper come Zico (che riesce a dirne “solo” 11.03), avvicinandosi molto alla velocità di Eminem, che rappa dalle 9 alle 12.5 sps (sillabe per secondo) nei suoi pezzi più veloci.

Ho notato inoltre, che si adatta meglio sui beat un po’ aggressive/tristi, ma anche sugli altri tipi di beat è comunque bravissimo e riesce ad adattarsi, ma, a mio parere, i suoi pezzi forti sono quelli dove può raccontare una storia. Comunque questo è un dettaglio insignificante, in più, quasi tutti i rapper hanno un’affinità particolare con un tipo di base. In primis perchè è una parte dello stile proprio del rapper, e poi perchè siamo comunque esseri umani e abbiamo emozioni e sentimenti. Lo scopo di Yoongi è far recepire il messaggio, e quando il beat non lo sostiene, riesce a farlo recepire comunque usando flow, effetti e modificando il tono della sua voce. I suoi testi avendo lo scopo principale di mandare all’ascoltatore un messaggio, non sono molto elaborati come quelli di Namjoon, infatti è anche il modo in cui li scrive e li rappa a renderli spettacolari.

Namjoon è più un rapper intellettuale, mentre Yoongi è un rapper più diretto. (Non che Namjoon non sia bravo, ma è più calmo e contiene se stesso meglio di Yoongi, che tende a mostrarsi vulnerabile nei pezzi più emotivi).

L’articolo è finito quindi vi saluto qui, prima però vi ricordo che la settimana prossima esce un nuovo articolo per la rubrica rap 101. Vi ricordo inoltre che sul blog è disponibile l’articolo su Namjoon, e di seguire su Instagram la pagina del blog (btstag_) e vi auguro una buona serata. 💜

La Rap Line dei BTS: RM

Nota: Vi ricordo che questo è un articolo del 2020, revisionato e aggiornato al 2023 ma NON riscritto. Per il momento sto ripubblicando i vecchi post, uno alla settimana, ma arriveranno anche quelli nuovi, non preoccupatevi! Vi lascio al post, buona lettura ☺️


Cos’è una rap line?

La rap line è una sub unit di un gruppo che comprende solo i rapper. I gruppi kpop di solito sono divisi in cantanti, rapper e ballerini, per questo si creano delle specie di sub-unit, chiamate “line”, e ce ne sono tante, ad esempio la dance line, la vocal line, ecc.

La rap line di cui si parla in questo blog è quella dei BTS, formata da RM (Namjoon), J-Hope (Hoseok) e Suga (Yoongi). In questo articolo parlerò di RM, e ci saranno altri due articoli che parleranno rispettivamente di J-Hope e Suga.

Tra i tre rapper Namjoon è quello con i testi e gli incastri migliori, possiamo dire che il fatto che sia bilingue lo aiuta molto in questo senso. I suoi giochi di parole spesso hanno più significati nascosti dietro al semplice gioco, nei testi usa molte assonanze, metafore, ossimori. (Non sapendo il coreano, però, mi affido molto alle traduzioni dei testi, ma ad orecchio possiamo comunque sentire le rime nelle sue canzoni.)

Ora vi porterò qualche esempio dei suoi testi per farvi capire bene cosa intendo. Il primo che vi porto è in Cypher 2:

절차탁마의 절차 밟았으
I followed the steps of becoming greater
Ho seguito i passi per diventare il migliore

안 가리고 싹다 잡아 툼스톤
No matter who they are, I get them all, Tombstone
Non importa chi siano, li prendo tutti, Tombstone (è un film)

Nella prima strofa Namjoon usa la parola 절차탁마, jeolchatakma, che deriva dal cinese. Ha usato il termine 切磋琢磨, che significa “pulire un diamante grezzo per ottenere qualcosa di valore” di Confucio. Nella prima parte dice anche “I went through the process” (“ho attraversato il processo”) che è un modo di dire e significa che se tu passi attraverso a qualcosa, anche se è spiacevole, alla fine avrai comunque acquisito esperienza. In questo caso pulire un diamante dalla sporcizia non è piacevole, ma ha acquisito l’esperienza e ne ha ricavato qualcosa di valore.

In Joke, invece, dice che saper rappare veloce se non hai “flow” o se i tuoi testi sono “insignificanti” è inutile, mentre lui rappa veloce solo perché può (ecco perché la canzone si chiama Joke, dall’inglese di “scherzo”).

Inoltre in questa canzone Namjoon cambia flow circa 9 volte, il che mostra le sue skills perché il flow di un rapper conta nel momento in cui è valido o riesce a cambiarlo più volte in una base, Namjoon fa entrambe le cose: propone per 9 volte diverse un flow valido.

Poi, a dimostrarci ancora una volta quanto sia bravo coi giochi di parole abbiamo Trivia:Love, canzone che fa parte dell’album Answer.

In pratica, abbiamo un intera strofa basata su un gioco di parole sull’alfabeto, la frase completa sarebbe:

It’s a long way from I to U, f*ck, JKLMNOPQRST
I crossed all the letters and I reached you
E’ una lunga strada da I a U, f*nculo, JKLMNOPQRST,
ho saltato tutte le lettere e sono arrivato a te

I è io, U è tu, e in sostanza dice che è una strada lunga e che le lettere sono separate da tante altre, ma lui facendo JKLMNOPQRST passa dalla I alla U, passando quindi da “io” a “te”. Se potete recuperate la traduzione e il testo fatelo, perché è geniale, ad esempio, trasforma 사람 (saram, persona) in 사랑 (sarang, love, amore) e poi lo connette a 사라 (sara, che sarebbe to live, vivere) e lo fa perché le parole sia in coreano che in inglese sono simili e cambia solo una lettera, passando così da persona, ad amore a vivere. Aggiungo che la lettera che cambia è fondamentalmente un quadrato che diventa un cerchio, e la ‘persona’ ha ‘eroso gli angoli’ diventando ‘amore’.

In più, questo gioco di parole contiene anche un riferimento a “Into the Magic Shop” un libro di J. Doty, a cui i BTS hanno spesso fatto riferimento nel corso della Love Yourself era. Nel libro si parla di “alfabeto del cuore“, che sarebbe un mnemonic, e cioè una frase/acronimo/trucco per ricordarsi delle cose che magari non ci entrano in testa. Per esempio, l’ordine dei pianeti del sistema solare, per ricordarlo usiamo la frase “My Very Easy Method Just Show Us Nine Planets“, dove ogni iniziale della frase corrisponde ad un pianeta, quindi: My = Mercury (Mercurio); Very = Venus (Venere); Easy = Earth (Terra); Method = Mars (Marte) e così via.

Nel caso del libro, è una lista di qualità ed emozioni che servono ad aprire il cuore (ad esempio, C sta per Compassione, D per Dignità, ecc.). Quindi ABCDEFGHIJKL ė l’alfabeto del cuore, che serve per arrivare da Io a Tu, ma non arriva da I (io) a U (tu), perche si ferma a L. Le lettere che mancano sono quelle che Namjoon nomina, quindi JKLMNOPQRST.

Come possiamo vedere (e sentire) Namjoon ha una grandissima capacità poetica, che noi non possiamo cogliere a pieno dato che non sappiamo il coreano, ma quello che notiamo è che non perde punti per quanto riguarda la sua tecnica per evidenziare il resto. Riesce a mantenere sia la tecnica che significato (per questo mi piace molto analizzare i suoi testi).

Il nostro Namjoon, non è bravo solo a scrivere, nonostante questo sia il suo punto forte, ma ha anche una forte espressività. La sua voce sembra nata per fare rap, e se nei testi più seri si attiene al tema, in quelli un po’ più allegri\in quelli in cui se lo può permettere, lascia trasparire sempre la sua natura giocosa e cambia proprio il tono della voce. Questo gli consente di essere molto flessibile e di non essere solo un “rapper intellettuale”. Il range di Namjoon varia moltissimo, basta sentire anche solo MOTS:7, o alcune sue collaborazioni.

Concludendo, Namjoon è un grandissimo rapper, nonostante io metta il focus in gran parte sui suoi testi (perchè sono una “sottona” per i giochi di parole), è un rapper completo a 360 gradi.

L’articolo è finito quindi vi saluto qui, prima però vi ricordo che la settimana prossima esce un nuovo articolo per la rubrica rap 101. Vi ricordo inoltre di seguire su Instagram la pagina del blog (btstag_) e vi auguro una buona serata. 💜