Jack In The Box (JITB) di J-Hope – la nostra analisi FULL ALBUM (parte 3)

Traccia 9: Future

Fino ad ora, Hoseok ha passato l’album ad analizzare se stesso e il suo passato, come abbiamo detto. Ma cosa succede poi? Hoseok realizza che non è più la stessa persona che era prima, e che ora può lasciar andare quello che non voleva lasciare in Blue Side (full version).

Future, con le sue vibes e testo molto positivi, è un richiamo all’Hoseok di Hope World. Come in Blue Side (full version), qui riflette su chi era un tempo e su chi è adesso. Con questa canzone, dopo quasi 7 tracce di lotta interna, finalmente accetta la sua persona, e non distingue più tra J-Hope e Hoseok, perchè entrambi sono quello che lo rende se stesso.

Dopo essere giunto a questa realizzazione, Hoseok si sente finalmente più leggero, come dopo essersi tolto un peso, infatti, mentre ascoltiamo Future, sentiamo un senso di completezza e soddisfazione, come quando perdiamo qualcosa e la ritroviamo dopo tanto tempo che la cercavamo. Le varie identità che compongono Hoseok in questa canzone diventano una unica, facendoci arrivare a un momento in cui ha tutto un senso.

Traccia 10: Arson

Nonostante io creda che Future sarebbe stata un’ottima traccia per concludere questo album, Hoseok ha deciso di aggiungerne una finale: Arson.

Arson in italiano significa “incendio doloso”, e cioè un incendio causato dall’uomo volontariamente. In questa canzone Hoseok parla di come metaforicamente lui abbia dato fuoco a tutto: la sua passione, i suoi desideri, la sua vita. Questa è una canzone molto cruda e visiva, vi consiglio vivamente di leggere la traduzione. In Arson, ci sono talmente tante cose da analizzare che non so quasi da dove iniziare (quasi).

Nella prima parte della canzone, Hoseok parla dell’incendio che ha creato, del successo che ha ottenuto con i BTS e la Big Hit. Nella seconda parte invece è terrorizzato. Vede il fuoco per quello che è, il danno che gli causa/gli ha causato e il dolore che sente, tutto per la sua arte.

Hoseok si chiede anche se non sia il caso di mollare tutto finchè è così in alto (vi ricorda Shadow? 👀). La differenza qui è che pensa che andare troppo in alto sia lo stesso che non andare abbastanza lontano, pensa che se continuerà a bruciare in questo modo arriverà ad un punto di non ritorno. Come ho detto sopra, quello di Arson è un testo molto visivo, infatti in questa parte dice: “inchinarsi quando l’applauso sta ancora risuonando”, che però non è accurato, perchè la parola con cui viene tradotta questa frase è “ringing”, che è il suono che fanno le campanelle, lo scampanellio. Si parla di un suono acuto, a differenza di un’applauso, pensate allo stesso suono di quando vi fischiano le orecchie. Questa parte di testo mi ha colpito molto perchè mi ricorda Black Swan, c’è una parte che parla del fatto che “se questo” (inteso come fare musica) “non risuona più e non fa più vibrare il mio cuore, allora questa potrebbe essere la mia prima morte. Ma cosa succede se quel momento è adesso?”. Voi magari mi direte che sono scema, ma il fatto che in Arson si usi la parola “ringing”, e che qui si usino le parole “risuonare” e “vibrare” per lo stesso concetto, me li fa accostare più di quello che dovrei.

Tornando ad Arson, con questo testo vuole mostrarci non solo quanto sia difficile per lui separare se stesso dalla sua arte. Se vi steste chiedendo se è la stessa differenza di cui si parlava precedentemente, quella tra J-Hope e Jung Hoseok, beh, non è quella. Li si parlava di differenziare parti di noi stessi, mentre qui si tratta di differenziare il motivo per cui viviamo dalla. nostra vita. Sia la canzone che l’album, finiscono su questa nota aperta: essendo così difficile per Hoseok fare questa divisione, ma essendo anche difficile per lui continuare a bruciare, cosa sceglierà di fare?

Il messaggio aperto che ci lascia è quello che secondo me ha spinto Hoseok a sceglierla come traccia finale, e come con Hope World e Blue Side, potrebbe essere un finale lasciato aperto appositamente per il prossimo album.

Questa recensione è stata molto più lunga delle altre, anche se ho cercato di soffermarmi su ogni traccia alcune purtroppo hanno “poco” da dire. VI ringrazio per essere arrivati fin qui con me e per aver letto questo papiro di roba; grazie mille dal profondo del cuore. Vi auguro una buona giornata o serata, ci sentiamo su Instagram (btstag_)

J-Hope in Luv [Boy in Luv]

Nota: Vi ricordo che questo è un articolo del 2020, revisionato e aggiornato al 2023 ma NON riscritto. Per il momento sto ripubblicando i vecchi post, uno alla settimana, ma arriveranno anche quelli nuovi, non preoccupatevi! 

Oggi posto un articolo un po’ più breve del solito, ma penso possa risultare interessante in vista di quello della settimana prossima. Stavolta però, non è tutta farina del mio sacco, e dobbiamo ringraziare @personafy_ su Twitter. Mi ha dato il permesso di tradurre un suo commento, ovviamente spiegherò un po’ di più di quello che lei ha scritto, dato che 280 caratteri sono pochi. Detto questo, vi lascio all’articolo! Buona lettura 💜

Nota dal futuro: Nel 2023, la ragazza che mi ha permesso di tradurre il suo tweet ha eliminato e cambiato account a causa di alcun* solo-stan che l’avevano presa di mira, quindi il link al suo account non è più funzionante. Purtroppo dati gli eventi, eviterò di condividere il nuovo link al suo nuovo profilo per evitare che venga presa di nuovo di mira.

Oggi parliamo di Boy in Luv, in particolare della parte dove J-Hope dice “가나다라마바사하 hakuna matata”. La parte in coreano corrisponde alle consonanti dell’alfabeto unite alla lettera A: questo è un esercizio che viene fatto fare ai bambini quando devono imparare a unire e formare i blocchi sillabici in coreano. Corrisponde quasi al nostro alfabeto, infatti nelle traduzioni viene spesso tradotto con “ABCDEFGH”. Questo verso, se preso nell’insieme della canzone, vuole rappresentare come i teenagers si comportino come bambini cresciuti. Ecco perché rappa le consonanti con la ㅏ (A), per puntare il dito contro l’immaturità e della dissonanza tra i giovani.

Boy in Luv è una canzone provocante, dove, non solo il ragazzo confessa i propri sentimenti alla sua crush, ma riflette anche il modo di pensare dei ragazzi di quell’età (al di sotto dei 20 anni). Il verso precedente di Hobi recita così: “If it’s with you, I think I can go to a good college” che sarebbe “se è per te, penso di poter entrare in un buon college”. Il ragazzo quindi, che si sta confessando, vuole stare con la ragazza di cui è innamorato per sempre, entrare perfino nella stessa università per stare con lei. La ragazza lo rifiuta (deduce @personafy_ su Twitter) e gli dice che è troppo giovane per essere innamorato di lei. Quindi, è come un tira e molla, una scenetta: se la ragazza vuole trattarlo come un bambino e fare la persona infantile, allora lui (il ragazzo innamorato) si comporterà da bambino per ottenere le sue attenzioni e giocare allo stesso gioco.

Secondo uno dei commenti al tweet originale di @personafy_ la frase che viene subito dopo a “가나다라마바사하” è una frase swahili, “hakuna matata” che, come ci insegna il Re Leone, significa “no problem” oppure qualcosa del tipo “fregarsene” (o, come ben sappiamo: senza pensieri), quindi secondo la sua interpretazione Hobi era stanco di cercare le attenzioni della ragazza che continuava a prenderlo in giro in modo infantile, quindi ha lasciato perdere. Una delle frasi che hanno usato nella loro discussione è “if you don’t wanna be mine, I’ll let you go” che si tradurrebbe letteralmente con “se non vuoi essere mia, ti lascio andare”, ma hanno sottolineato il tono rude della frase.

Ringrazio molto la ragazza che mi ha lasciato scrivere un’articolo sulle sue interpretazioni e ringrazio voi che siete arrivati fino alla fine dell’articolo. Vi ricordo come sempre di seguirmi su Instagram (@btstag_) per eventuali aggiornamenti e vi auguro una buona serata. 💜

Una marcia attraverso la cultura coreana: Daechwita di Agust D [PARTE 2]

Buonasera a tutti! Prima di lasciarvi proseguire con l’articolo, vi ricordo che se l’avete persa, potete trovare la prima parte di Daechwita sul blog. Vi consiglio di andarla a leggere prima di leggere questa! Non vi trattengo ancora, vi lascio al post, buona lettura!

Leggi anche: Daechwita di Agust D [PARTE 1]


Questi riferimenti alla cultura (di cui abbiamo parlato la volta scorsa) dove si parla di figure controverse, vengono sfruttati a pieno in questa canzone, ma realizzati in pieno dopo aver sentito la trilogia completa, assieme alle canzoni come Amygdala e Haegeum.

Nel testo inoltre, oltre a riferimenti sulla cultura, troviamo anche molte parti auto-celebrative o di dissing, per esempio “flexing i don’t have it, I don’t need it, who’s the king, who’s the boss”, visivamente rappresentata dal fatto che nelle riprese di Agust D biondo, è spesso inquadrato dal basso verso l’alto, per farlo sembrare perennemente in una situazione di potere, come se noi ne fossimo davvero i sudditi.

Nel video alla fine vediamo re Yoongi che ordina di fare il rituale per uccidere Yoongi schiavo. In realtà Yoongi schiavo riesce a liberarsi e a sparare a re Yoongi. Questa cosa mi ha colpito molto, e la ritroviamo sia all’interno del testo, quando dice “I got everything I wanted, what’ll make me more content? The things I wanted, clothes, then money, then what’s next? Here comes my reality check: there’s nowhere higher” e sia nei suoi altri lavori, tipo Interlude:Shadow. Visivamente questa parte è rappresentata quando, durante il confronto tra i due Agust D, quello coi capelli neri inizia a muovere la testa a ritmo assieme ai sudditi, rappresentando un rovesciamento del potere e rappresentando che il “King” diventa lui al posto del biondo.

Il main theme della canzone sembra essere a primo impatto l’ambizione (uno dei punti centrali nei testi più auto-celebrativi di Yoongi) ma andando a leggere il testo notiamo che in realtà è un po’ più complesso di così.

La teoria più quotata dagli ARMYs nel 2020 era che il re Yoongi (dinastia Joseon) rappresenti il se stesso del presente, che ha realizzato tutto quello che voleva, mentre Yoongi schiavo è il se stesso prima della fama. Alla fine si vede che re Yoongi non riesce ad uccidere Yoongi schiavo, ma anzi succede il contrario. Questo perché si pensa che Yoongi non vuole perdere “il suo vero io”, e che non si farà “corrodere” dalla fama. Cosa che, ad oggi nel 2023 sappiamo non essere vera, infatti ne abbiamo parlato in Hageum.

Ma perché vi dico queste cose che col testo e col rap c’entrano ben poco? Per farvi capire che nonostante non sembri, il punto forte di questo testo è che è si, un testo auto-celebrativo, ma allo stesso tempo è molto aperto e lascia a noi l’interpretazione: in pratica, in questo caso, sentiamo quello che Yoongi vuole dire ma sentiamo anche quello che “vogliamo”. Specifico questo perché non siamo abituati a sentire questo tipo di cose nel rap, di solito c’è poco spazio per l’interpretazione. I rapper tendono ad essere diretti, e dire le cose senza tanti giri di parole, senza tanti “riferimenti”. Anche Yoongi è diretto, dice le cose come stanno, ma lascia spazio all’ascoltatore. Sa che dall’altra parte c’è chi ascolta, e a suo modo lo rende partecipe delle proprie emozioni, anziché esprimerle e basta.

Nel 2023, dopo aver scoperto tutta la storia, scopriamo che i diversi Yoongi/Agust D non sono altro che diversi alter-ego creati dalla mente di Yoongi. Daechwita era un brano ad interpretazione aperta solo perchè la storia ancora non era completata. Vi consiglio di leggere gli articoli che sono presenti sul blog per le altre due canzoni.

Leggi anche: La persona dietro Agust D: L’Amygdala di Min Yoongi

Per concludere, Yoongi con questo brano, ha fatto davvero un’ottimo lavoro, come sempre (mi sentirei di aggiungere), è molto difficile unire tradizione, innovazione e originalità in questo modo.

Prima di andare, come al solito, vi ringrazio per essere arrivati fino alla fine dell’articolo, e per averlo letto. Vi ricordo che potete trovarmi per domande e suggerimenti su Instagram (btstag_), inoltre sui social vi avviso riguardo alla pubblicazione degli articoli, se saltano, se vengono posticipati e cose del genere, quindi vi ricordo di seguirmi, in modo da restare sempre aggiornati. Grazie mille di nuovo per aver letto l’articolo, vi auguro di passare una buona serata. 💜

Si ringrazia @kir_aart per l’aiuto 💜

On the Street di J-Hope (con J. Cole) – la nostra analisi

“On the Street” è una collaborazione tra J-Hope e il rapper americano J. Cole, rilasciata il 3 Marzo 2023. Questa traccia unisce gli stili dei due rapper, non solo perchè è lo-fi hip-hop, ma anche perchè in sottofondo abbiamo una melodia fischiettata proprio da Hobi stesso.

Ma chi è J.Cole e qual è la sua relazione con Hobi?

Per chi tra noi Armys non lo sapesse, Cole è un rapper americano che ha debuttato nel 2007 con il mixtape The Come Up e nel 2011 con il suo primo album in studio Cole World. Nonostante all’inizio il primo mixtape di questo rapper fosse stato ben accolto, non ebbe inizialmente il successo che ha avuto negli anni successivi con la pubblicazione di The Warm Up, il suo secondo mixtape, e con l’entrata in Roc Nation (etichetta discografica di Jay-Z).

Leggi anche: Respect by BTS (RM & Suga) – la nostra analisi, Parte 1

La storia tra i BTS e J. Cole va avanti fin dai primi giorni del gruppo, infatti, dopo qualche mese dal debutto, hanno fatto una cover della canzone Born Sinner di J.Cole, chiamandola Born Singer e cambiandone le parole. Successivamente in Dark & Wild troviamo di nuovo una reference a Cole, esattamente nella Intro What Am I To You, dove Namjoon usa dei sample da Higher in The Blow Up.

In Hip Hop Phile abbiamo un altro riferimento a J.Cole, stavolta da parte di Hobi, in cui dice:

Hope, Hope World
Before I made my own world, Cole World
Ever since he shone on Friday Nights
I got inspiration and wrote my songs

Come vi ho già spiegato, Cole World è l’album di debutto in studio di Cole, e Hoseok per il titolo di Hope World è stato ispirato proprio da questo. Mentre, Friday Nights è un riferimento a Friday Night Lights, il terzo mixtape di Cole. Quindi ci sta dicendo che è stato ispirato proprio da lui fin dall’inizio. L’estate scorsa a Lollapalooza, Hobi è riuscito finalmente a incontrare il suo artista preferito e nonostante non parlasse inglese, i due sono riusciti comunque a comunicare e ad organizzarsi per questa canzone.

Questa traccia per Hobi vuole servire come auto-conforto e come un checkpoint, perchè a suo dire ricordare a se stesso da dove arriva e quali sono le sue radici, lo aiuta molto ad andare avanti per la sua strada.

Hobi inoltre, sia con il Music Video che con lo stile che ha usato per la canzone, dimostra molto rispetto nei confronti di J.Cole, non solo dandogli lo spazio per esprimersi ma anche visivamente parlando, possiamo notare alcuni dettagli, per esempio che la prima parte è un omaggio al MV di Simba da The Come Up.

Il video mostra di come Hobi sia partito nello stesso modo di Cole (e cioè dalla strada), e poi sia salito al successo fino a raggiungerlo sul tetto.

Altro punto che vorrei enfatizzare è la giacca che ha indosso Hobi, e voi direte “ma che ce ne frega di come si veste”, e avreste pure ragione, ma la giacca che indossa è della marca Avirex, un brand di New York che produceva giacche militari popolari nell’ambiente dell’Hip Hop anni 90. Avirex è una marca che produceva specialmente per l’aeronautica militare, collegandosi quindi al concetto degli aeroplani, un concetto che J-Hope già ci ha portato, ma non solo per la connessione ad Airplane: la giacca rappresenta sia il sound e l’ambiente Hip Hop anni 90, che la sua storia di successo rappresentata da Airplane con Hope World.


Un’altra cosa che notiamo è come il fischiettio in loop sembra proprio una cosa che farebbe Hobi per noi che lo conosciamo, proprio come quando fischietta le melodie delle canzoni che gli piacciono. Questo fischiettare rende la canzone un po’ più leggera, come quando qualcuno fa una passeggiata senza pensieri o senza uno scopo, semplicemente cammina e va avanti. Sentiamo in sottofondo anche uno xilofono, che si collega a Music Box: Reflection, solo che in questo caso è una melodia gioiosa, come una specie di ninna-nanna, mentre in Music Box è più cupa. La base di On The Street complementa molto bene entrambi gli stili dei due rapper, sia per il flow e sia per quel che riguarda il mood della canzone.

Un’altro riferimento che troviamo (proprio nel titolo) è la frase “on the streets”, che ammicca, non solo alle origini di Hope e Cole, ma anche a Hope On The Street, uno “show” fatto da Hobi dove faceva video di street dance. Potete trovarli su Youtube se volete.

Per quel che riguarda invece la parte di Cole, possiamo paragonarla a canzoni come Black Swan, Interlude: Shadow e Arson, ma anche a tutte quelle canzoni dei BTS dove si mette in dubbio la relazione tra la persona che siamo e la nostra arte, che rapporto abbiamo con essa. Cole si chiede infatti se questa strada è davvero la sua, dicendo che è stato difficile lasciarla andare ma che, come un padre con una figlia, lascerà crescere sia la sua arte che la sua strada. Vorrei che notaste particolarmente come per tutti i musicisti (e artisti) è di vitale importanza crescere, cambiare ed evolversi assieme alla loro musica (e arte).

Alla fine, sempre nella parte di Cole, abbiamo la frase:

I contemplate if I should wait to hand over the crown
Mi chiedo se dovrei aspettare a passare la corona
and stick around for a bit longer, I get a strange type of hunger,
e restare un po’ più a lungo, ho uno strano tipo di fame
the more I eat the more it gets stronger
più mangio e più diventa forte

Questa frase per i due rapper ha un significato diverso: per Cole si fa riferimento al fatto che da un po’ parla del suo ritiro, infatti ha annunciato il suo album The Fall Off, dicendo che sarà l’ultimo, senza però dare una data ai suoi fan. Per Hobi invece, questa parte fa da ponte tra Arson e More. In More, Hobi esplora la sua passione e la sua ambizione (che viene definita hunger, fame, e più successi e risultati si ottengono, più si diventa affamati) e in Arson dove si chiede se non sia il caso di mollare tutto finchè è così in alto (mi chiedo se dovrei aspettare a passare la corona). Non entro troppo nel dettaglio perchè più avanti parleremo di Jack In the Box per intero.


Per stasera è tutto, vi ringrazio di aver letto l’articolo e vi ricordo che potete seguirmi su Instagram (btstag_) per non perdervi i vari aggiornamenti e che se avete consigli, domande, dubbi, perplessità o qualsiasi altra cosa io sono sempre disponibile su Instagram! Vi auguro una buona serata 💜

Respect by BTS (RM & Suga) – la nostra analisi, Parte 2

Buonasera! Eccoci qui con la seconda parte dell’analisi di Respect di Yoongi e Namjoon. Vi lascio la prima parte qui nel caso ve la foste persa: [Analisi] Respect by BTS (RM & Suga) PT. 1

Leggi anche: Respect by BTS (RM & Suga) – la nostra analisi, Parte 1

Nota: vi ricordo che questo è un articolo del 2020, revisionato e aggiornato al 2023 ma NON riscritto. Per il momento sto ripubblicando i vecchi post, uno alla settimana, ma arriveranno anche quelli nuovi, non preoccupatevi! 

Detto questo, non vi rubo altro tempo. Buona lettura!


Nella seconda strofa, quella di Yoongi, si riprende tutto quanto detto prima, con frasi tipo “what is respect?” “perchè tutti continuano a dirlo?” (sottolineando come sia un trend), aggiunge anche che non capisce come ammirare e rispettare qualcuno possa essere così facile.

Nella traduzione di Doolset (@doolsetbangtan su twitter) a questo punto del testo, si trovano due frasi che in italiano o in inglese non vanno drittissime al punto, ma in coreano sembrano suonare abbastanza forti. Sotto lascio lo screen che ho preso dal suo blog, e poi la traduzione in italiano, a chi servisse.

솔까 존경은 필요 없지
Ad essere complentamente onesti, non c’è bisogno di ammirazione
Side Note: 솔까 è slang, un acronimo di 솔직히 까놓고 말해서 che significa “spogliarsi e parlare apertamente” (spogliarsi metaforicamente, inteso come levarsi la maschera e parlare. In inglese è “strip it down” che significa anche smontare, a seconda del contesto)

존중조차도 없는데
quando non c’è nessun apprezzamento/riconoscimento

뒤에선 호박씨 까는 거
dato che, dietro la tua schiena, parlano male di te
Side note: 뒤에서 호박씨 까다 (sgusciare semi di zucca dietro la schiena) è un modo di dire usato quando qualcuno fa finta di essere carino con qualcun altro e parla dietro di loro (o dice una cosa davanti ad una persona e poi segretamente ne fa un’altra). Corrisponde quasi al nostro modo di dire “essere/avere una doppia faccia”.

Successivamente, Yoongi dicenon voglio il tuo rispetto lasciando intendere il fatto che non lo voglia, non perché non gli piaccia essere rispettato, ma perché il rispetto degli altri al giorno d’oggi sia privo di valore. Un’altra interpretazione (in questo caso varia da traduzione a traduzione) è che dica se non hai intenzione di rispettarmi, allora lascia perdere, perché non ho voglia di sentire bugie. In pratica preferirebbe avere qualcuno che lo insulta “davanti”, anziché venire a conoscenza di qualcuno che gli parla dietro le spalle.

Alla fine della canzone abbiamo un dialogo tra Suga e RM, gentilmente tradotto in inglese come sempre dalla nostra traduttrice di fiducia Doolset e dall’inglese all’italiano da me. Il dialogo è tutto in Daegu Satoori, che sarebbe il dialetto di Daegu, più o meno come i nostri dialetti regionali.

Yoongi: “bro, sai cos’è “respect”?”
Namjoon: “no sir”
Y: “neanche io”
N: “perchè è così difficile?”
Y: “ammirazione~”
N: “non so cosa vogliano re-spectare” (gioco di parole presente all’interno del testo)
Y: “mostrare apprezzamento~”
N: “wha.. wha..”
Y: “mostrare apprezzamento!”
N: “ammirazione!”
Y: “non significherebbe questo “respect”? Sono giunto a questa conclusione..”
N: “l’inglese è difficile”
Y: “si giusto”

Il testo, alla fine, con questo dialogo, finisce per diventare una sorta di “scherzo”, facendo intendere che stessero cercando davvero di capire SOLO ed esclusivamente cosa significasse la parola inglese “Respect” e non stessero parlando della perdita di significato. Scherzano dicendo che non è difficile il concetto di rispetto, ma solo la parola stessa in inglese, gli suona strana. Il dialogo serve sia come “paraculata” (scusate il linguaggio), sia per spiegare perché hanno messo in mezzo l’origine della parola stessa.

Alla fine, quello che lasciano intendere è che forse la parola ha davvero perso del tutto il suo significato dato che non riescono più a capirla.

Bonus: Una curiosità sulla parola “Respect” nel rap

All’inizio avevo detto che è un concetto molto sentito dai rapper, però, è anche una parola abbastanza usata nei testi, come potete vedere dal grafico qui vicino. Questo è un sito che ha analizzato rapper che rappano in inglese (tra i più famosi), e ha fatto dei conti e dei controlli per calcolare le parole più usate nel rap, come vedete, una delle parole più usate assieme a “Respect” è “Game”. Le parole in blu/sono quelle più usate, mentre quelle rosse sono quelle che non appaiono spesso.

Purtroppo il sito è completamente in inglese, ma vi lascio il link qui nel caso voleste vederlo ugualmente. Il sito comunque, fa riferimento al 2017, quindi è un po’ vecchiotto, ma vi assicuro che per quanto riguarda i testi non siamo andati molto avanti. Molte delle parole che ci troverete sono quasi sicuramente slang, e quasi sicuramente farò un articolo che parla meglio di questo studio.

Se può interessarvi fatemelo sapere con un commento sotto all’articolo o con un messaggio sui social che trovate nel menù del blog. Vi consiglio di seguirmi sopratutto su Instagram (btstag_) per sapere quando escono gli articoli qui sopra!!

Grazie per essere arrivati fino alla fine dell’articolo. 💜

Respect by BTS (RM & Suga) – la nostra analisi, Parte 1

Nota: vi ricordo che questo è un articolo del 2020, revisionato e aggiornato al 2023 ma NON riscritto. Per il momento sto ripubblicando i vecchi post, uno alla settimana, ma arriveranno anche quelli nuovi, non preoccupatevi! 


Respect è la 17esima traccia che troviamo in Map Of The Soul:7, album dei BTS. É una canzone che riflette sul significato della parola “respect” e su come sia cambiato ai giorni nostri. Questo è un articolo che analizza i passaggi più importanti o particolari del testo e il suo significato, quindi il testo non sarà presente nella sua interezza. La traccia è stata scritta e prodotta interamente da RM e Suga, con l’aiuto di El Capitxn (J-Pearl) e Hiss Noise.

Prima di analizzarne il testo però dobbiamo notare come il beat non sia troppo intrusivo e abbia quasi dei richiami sia alle loro prime tracce rap (come musicalità) e anche al rap Old School. Non ci sono particolari incastri o metriche complicate come quelle che avevamo in Persona (dico questo dal basso della mia scarsa conoscenza del coreano, ovviamente). La base lascia spazio al testo e lo segue perfettamente, e loro usano diversi stili come al solito: in questo caso, Namjoon si concentra sempre sulle parole (a parte due barre), Yoongi invece si concentra più sul sentimento, e fa trasmettere il suo “disgusto” alla fine della sua strofa.

E’ un pezzo giocoso, molto ritmato, che fa venire voglia di muovere la testa mentre lo si ascolta. Credo di non mentire se dico che non siamo abituati a questo genere di traccia da parte della rapline. Nonostante i richiami “all’antica”, Yoongi fa pesantemente uso dell’autotune, particolarmente nella sua strofa ma anche durante i back vocals (o doppie/sporche, in gergo) possiamo sentirlo, e anche durante la parte prima del ritornello, dove Namjoon si unisce ad usare questo… strumento? I due ragazzi sul beat hanno una vera e propria conversazione, si rispondono a vicenda con le rime, indagando il significato di questo “respect”. Non so voi, ma a me ha ricordato un po’ la struttura di Paldongangsan (팔도강산), solo ovviamente, senza tutti gli altri. Questo uso del dialogo nel testo e sul beat, personalmente, mi piace molto e mi attira, trovo divertente lo scambio di battute tra due o più persone su un beat.

Per il testo, partendo dal principio, la prima frase che ci troviamo davanti quando apriamo il testo è “Should I stay or should I go?”.

E qui già si apre un mondo: si vocifera che questo sia un sample, ma non si sa esattamente bene, alcuni dicono sia preso dai The Clash, e io invece dico che è preso da una canzone di Ice Cube, che nella mia testa ha più senso. Tralasciando il fatto che Ice Cube è stato uno dei pilastri portanti del rap e facendo un ragionamento a catena si può capire perché: in Hip Hop Phile, Namjoon nomina “The Chronic” che è il primo album di Dr.Dre e successivamente “2001” che è un altro album uscito nel 99, sempre di Dr.Dre. Ora, Dr.Dre e Ice Cube erano negli N.W.A (li avrete sentiti nominare per forza), solo che poi Ice Cube nell’89 abbandona il gruppo per motivi vari che non vi sto qui a dire. Comunque, ho tutta l’intenzione di credere che Namjoon (sopratutto, ma anche Yoongi e Hoseok) ascoltassero molto quel genere di rap, quindi credo sia più sensato presupporre questa specifica frase arrivi direttamente da quella canzone. Ve la linko qui sotto nel caso voleste ascoltarla:

State attenti però, per sample in questo caso intendiamo un riferimento puramente al testo e non alla melodia.

La seconda frase che andremo ad analizzare è “put your hands in the air just like you don’t care”, familiare no?

Esattamente, al giorno d’oggi la usano tutti quanti, ma questa parte fa riferimento alla canzone Rapper’s Delight del collettivo Sugarhill Gang. Questa è una delle primissime canzoni rap. Se volete ascoltarla ve la lascio qui:

Full Version (14 minuti e 46 secondi)

Short Version (3 minuti e 59 secondi)

Queste due frasi servono a farci intuire quello di cui andranno a parlare successivamente, e cioè di come la concezione di rispetto sia cambiata nel corso degli anni e del rap.

All’inizio della strofa vera e propria sentiamo un familiare “Ayo, Suga”, ed è un riferimento a 이사 (Moving On) nell’album The Most Beautiful Moment in Life pt.1.

Respect, but these days I’m confused of its meaning

All’inizio nell’hip hop, il rispetto era un concetto molto importante che faceva parte di questa cultura, addirittura era considerato essere alla base del movimento, che era costruito su valori pacifici.

Con il tempo però, come succede a tutte le cose, il significato si è distorto sempre di più, fino a quasi perdere il suo senso originale. Il rispetto è da sempre stato un argomento molto sentito, sopratutto dai rapper Old School, non solo americani, ma di tutto il mondo. Per farvi un esempio, c’è una canzone italiana (Street Opera, Lord Bean feat Fritz Da Cat) che fa “Vedo lo spettro del rispetto, l’hanno ucciso e adesso cerca il mandante, radar per la strada, l’assassino è latitante fra le tante mandrie, ognuno è comandante, il più grande maschera le vesti da infante” che sostanzialmente è quello che sta dicendo Namjoon in modo meno drammatico. Al giorno d’oggi (e non solo nel rap) il rispetto è stato “ucciso”, soprattutto dalle nuove generazioni dei giovani rapper, però la colpa non è solo loro, infatti, è un po’ colpa di ognuno. Dire “Respect” in Corea è diventato un trend, quindi questa perdita di identità è sentita specialmente dai rapper nei loro 25/30 anni (come Namjoon o Yoongi), ma anche prima di questo “trend” si stava iniziando a perdere l’identità di questa parola. (In pratica sono 20 anni che la gente dice “non c’è più rispetto” e se da un lato è vero, dall’altro anche basta). Essendo la rap line cresciuta con artisti prettamente Old School, probabilmente hanno sentito “molto” la differenza per questo, ma dall’altro l’hanno sentita “poco” perché è stata una cosa graduale.

Secondo Namjoon, il significato attuale della parola respect si è ridotto a “quando qualcuno fa qualcosa” [dalla traduzione inglese: “when someone keeps doing something”], e che quindi non capisce la logica dietro a questo modo di usarla, dicendo che secondo lui il rispetto è un concetto superiore a quello dell’amore. Il rispetto va guadagnato per le tue doti/qualità/capacità, mentre l’amore è una cosa che dai e ricevi irrazionalmente.

Successivamente Namjoon parla proprio del significato in se di Respect, partendo dal sentimento e arrivando alle radici della parola.

Look again and again and you’ll see your faults, but you still want to keep looking despite of that

In questa parte Namjoon usa un gioco di parole basato sulle origini latine della parola: Respectus, che si divide in re (di nuovo/again) e spectum (guardare), letteralmente “guardare a”, “l’atto di guardare spesso qualcosa/qualcuno”. Se da un lato abbiamo un significato personale e profondo, (quando ti piace qualcosa/la rispetti continui a guardarla ancora e ancora finché non vedi i suoi difetti) dall’altro ne abbiamo uno un po’ meno personale ma più accusatorio, come dicevo prima, la colpa della perdita dell’identità di respect è generica, quindi riguardando e riguardando possiamo capire come abbiamo fatto a far perdere di significato un concetto che era alla base della cultura Hip Hop.

Nella parte prima del ritornello (e anche in esso) entrambi i nostri rapper, chiedono agli altri di non usare la parola respect con leggerezza, e guardando il doppio significato del testo abbiamo anche qui, due interpretazioni. La prima è che, usando la parola con leggerezza, il significato viene perduto/variato, anche sminuito; mentre, la seconda interpretazione è quella più leggera e allegra del “non capisco l’inglese e non capisco la parola respect, quindi non usatela così spesso”. In pratica però il messaggio è uno soltanto, che voi vogliate tener conto della prima versione o della seconda (o anche di entrambe), e cioè: usate le parole con attenzione e non buttatele a casaccio, perché le parole hanno un significato, e, se proprio volete usare determinate parole, almeno sappiate il loro significato prima di farle uscire dalla vostra bocca.

La prima parte finisce qui, nella prossima parleremo della seconda strofa e della fine della canzone.

Grazie per essere arrivati fin qui, vi ricordo di seguirmi su Instagram (btstag_) per non perdervi aggiornamenti riguardo il blog 💜