Jack In The Box (JITB) di J-Hope – la nostra analisi FULL ALBUM (parte 3)

Traccia 9: Future

Fino ad ora, Hoseok ha passato l’album ad analizzare se stesso e il suo passato, come abbiamo detto. Ma cosa succede poi? Hoseok realizza che non è più la stessa persona che era prima, e che ora può lasciar andare quello che non voleva lasciare in Blue Side (full version).

Future, con le sue vibes e testo molto positivi, è un richiamo all’Hoseok di Hope World. Come in Blue Side (full version), qui riflette su chi era un tempo e su chi è adesso. Con questa canzone, dopo quasi 7 tracce di lotta interna, finalmente accetta la sua persona, e non distingue più tra J-Hope e Hoseok, perchè entrambi sono quello che lo rende se stesso.

Dopo essere giunto a questa realizzazione, Hoseok si sente finalmente più leggero, come dopo essersi tolto un peso, infatti, mentre ascoltiamo Future, sentiamo un senso di completezza e soddisfazione, come quando perdiamo qualcosa e la ritroviamo dopo tanto tempo che la cercavamo. Le varie identità che compongono Hoseok in questa canzone diventano una unica, facendoci arrivare a un momento in cui ha tutto un senso.

Traccia 10: Arson

Nonostante io creda che Future sarebbe stata un’ottima traccia per concludere questo album, Hoseok ha deciso di aggiungerne una finale: Arson.

Arson in italiano significa “incendio doloso”, e cioè un incendio causato dall’uomo volontariamente. In questa canzone Hoseok parla di come metaforicamente lui abbia dato fuoco a tutto: la sua passione, i suoi desideri, la sua vita. Questa è una canzone molto cruda e visiva, vi consiglio vivamente di leggere la traduzione. In Arson, ci sono talmente tante cose da analizzare che non so quasi da dove iniziare (quasi).

Nella prima parte della canzone, Hoseok parla dell’incendio che ha creato, del successo che ha ottenuto con i BTS e la Big Hit. Nella seconda parte invece è terrorizzato. Vede il fuoco per quello che è, il danno che gli causa/gli ha causato e il dolore che sente, tutto per la sua arte.

Hoseok si chiede anche se non sia il caso di mollare tutto finchè è così in alto (vi ricorda Shadow? 👀). La differenza qui è che pensa che andare troppo in alto sia lo stesso che non andare abbastanza lontano, pensa che se continuerà a bruciare in questo modo arriverà ad un punto di non ritorno. Come ho detto sopra, quello di Arson è un testo molto visivo, infatti in questa parte dice: “inchinarsi quando l’applauso sta ancora risuonando”, che però non è accurato, perchè la parola con cui viene tradotta questa frase è “ringing”, che è il suono che fanno le campanelle, lo scampanellio. Si parla di un suono acuto, a differenza di un’applauso, pensate allo stesso suono di quando vi fischiano le orecchie. Questa parte di testo mi ha colpito molto perchè mi ricorda Black Swan, c’è una parte che parla del fatto che “se questo” (inteso come fare musica) “non risuona più e non fa più vibrare il mio cuore, allora questa potrebbe essere la mia prima morte. Ma cosa succede se quel momento è adesso?”. Voi magari mi direte che sono scema, ma il fatto che in Arson si usi la parola “ringing”, e che qui si usino le parole “risuonare” e “vibrare” per lo stesso concetto, me li fa accostare più di quello che dovrei.

Tornando ad Arson, con questo testo vuole mostrarci non solo quanto sia difficile per lui separare se stesso dalla sua arte. Se vi steste chiedendo se è la stessa differenza di cui si parlava precedentemente, quella tra J-Hope e Jung Hoseok, beh, non è quella. Li si parlava di differenziare parti di noi stessi, mentre qui si tratta di differenziare il motivo per cui viviamo dalla. nostra vita. Sia la canzone che l’album, finiscono su questa nota aperta: essendo così difficile per Hoseok fare questa divisione, ma essendo anche difficile per lui continuare a bruciare, cosa sceglierà di fare?

Il messaggio aperto che ci lascia è quello che secondo me ha spinto Hoseok a sceglierla come traccia finale, e come con Hope World e Blue Side, potrebbe essere un finale lasciato aperto appositamente per il prossimo album.

Questa recensione è stata molto più lunga delle altre, anche se ho cercato di soffermarmi su ogni traccia alcune purtroppo hanno “poco” da dire. VI ringrazio per essere arrivati fin qui con me e per aver letto questo papiro di roba; grazie mille dal profondo del cuore. Vi auguro una buona giornata o serata, ci sentiamo su Instagram (btstag_)

J-Hope in Luv [Boy in Luv]

Nota: Vi ricordo che questo è un articolo del 2020, revisionato e aggiornato al 2023 ma NON riscritto. Per il momento sto ripubblicando i vecchi post, uno alla settimana, ma arriveranno anche quelli nuovi, non preoccupatevi! 

Oggi posto un articolo un po’ più breve del solito, ma penso possa risultare interessante in vista di quello della settimana prossima. Stavolta però, non è tutta farina del mio sacco, e dobbiamo ringraziare @personafy_ su Twitter. Mi ha dato il permesso di tradurre un suo commento, ovviamente spiegherò un po’ di più di quello che lei ha scritto, dato che 280 caratteri sono pochi. Detto questo, vi lascio all’articolo! Buona lettura 💜

Nota dal futuro: Nel 2023, la ragazza che mi ha permesso di tradurre il suo tweet ha eliminato e cambiato account a causa di alcun* solo-stan che l’avevano presa di mira, quindi il link al suo account non è più funzionante. Purtroppo dati gli eventi, eviterò di condividere il nuovo link al suo nuovo profilo per evitare che venga presa di nuovo di mira.

Oggi parliamo di Boy in Luv, in particolare della parte dove J-Hope dice “가나다라마바사하 hakuna matata”. La parte in coreano corrisponde alle consonanti dell’alfabeto unite alla lettera A: questo è un esercizio che viene fatto fare ai bambini quando devono imparare a unire e formare i blocchi sillabici in coreano. Corrisponde quasi al nostro alfabeto, infatti nelle traduzioni viene spesso tradotto con “ABCDEFGH”. Questo verso, se preso nell’insieme della canzone, vuole rappresentare come i teenagers si comportino come bambini cresciuti. Ecco perché rappa le consonanti con la ㅏ (A), per puntare il dito contro l’immaturità e della dissonanza tra i giovani.

Boy in Luv è una canzone provocante, dove, non solo il ragazzo confessa i propri sentimenti alla sua crush, ma riflette anche il modo di pensare dei ragazzi di quell’età (al di sotto dei 20 anni). Il verso precedente di Hobi recita così: “If it’s with you, I think I can go to a good college” che sarebbe “se è per te, penso di poter entrare in un buon college”. Il ragazzo quindi, che si sta confessando, vuole stare con la ragazza di cui è innamorato per sempre, entrare perfino nella stessa università per stare con lei. La ragazza lo rifiuta (deduce @personafy_ su Twitter) e gli dice che è troppo giovane per essere innamorato di lei. Quindi, è come un tira e molla, una scenetta: se la ragazza vuole trattarlo come un bambino e fare la persona infantile, allora lui (il ragazzo innamorato) si comporterà da bambino per ottenere le sue attenzioni e giocare allo stesso gioco.

Secondo uno dei commenti al tweet originale di @personafy_ la frase che viene subito dopo a “가나다라마바사하” è una frase swahili, “hakuna matata” che, come ci insegna il Re Leone, significa “no problem” oppure qualcosa del tipo “fregarsene” (o, come ben sappiamo: senza pensieri), quindi secondo la sua interpretazione Hobi era stanco di cercare le attenzioni della ragazza che continuava a prenderlo in giro in modo infantile, quindi ha lasciato perdere. Una delle frasi che hanno usato nella loro discussione è “if you don’t wanna be mine, I’ll let you go” che si tradurrebbe letteralmente con “se non vuoi essere mia, ti lascio andare”, ma hanno sottolineato il tono rude della frase.

Ringrazio molto la ragazza che mi ha lasciato scrivere un’articolo sulle sue interpretazioni e ringrazio voi che siete arrivati fino alla fine dell’articolo. Vi ricordo come sempre di seguirmi su Instagram (@btstag_) per eventuali aggiornamenti e vi auguro una buona serata. 💜

[Rap 101] L’Hip Hop in Corea: da Hyun Jin Young fino ai BTS

Stasera, finalmente, siamo arrivati a parlare del rap e dell’hip hop coreano. Prima di iniziare vi ricordo che questo è un riassunto molto breve, ovviamente non sono stati nominati tutti quanti, e allo stesso tempo ho cercato di essere il più chiara ed esaustiva possibile. Detto questo, vi lascio all’articolo, buona lettura! 💜


Il rap in Corea, come quello italiano, è una trasposizione del rap americano, solo che non si distingue da esso solamente per sonorità e lingua, ma anche per la variazione che la cultura ha preso. In Corea, il rap prende parte a una grossa fetta della cultura, e infatti viene identificato come Hip Hop, nonostante ci sia una differenza. Il rap/HH coreano usa, come caratteristica principale, un “code switching“, cioè uno scambio costante tra inglese e coreano, grazie anche ad artisti americani-coreani. In Corea inoltre, si cerca inoltre di adottare elementi tradizionali della cultura, per distanziarsi e per non “copiare” semplicemente gli americani.

Leggi anche: L’Hip Hop in America: il movimento che ha dato vita a una rivoluzione

Purtroppo all’inizio ci sono stati molti episodi di “cultural appropriation” (tra virgolette solo perché è un’argomento molto controverso e non voglio aprire un discorso su questa cosa, in quanto non sarei in grado di parlarne propriamente), e ancora oggi è aperto il dibattito su questo argomento, molti sostengono che l’HH coreano sia solo una mera copia di quello americano, mentre altri sostengono il contrario, evidenziando le differenze e gli adattamenti di stile.

Un altro elemento del rap coreano è che, a differenza del rap italiano, in Corea sentiamo parlare di molte più rapper donne, non solo grazie al kpop che usa almeno un rapper o una rapper nei gruppi, ma anche grazie alla differenza dei temi trattati. Mentre in America e in Italia ci si trova ad avere a che fare con temi tipo donne, soldi e droga (ma non solo), in Corea ”non ci sono” droghe, quindi parlano di temi più “tranquilli” ad esempio raccontando storie. Il punto centrale però, non si è perso, perchè anche in Corea, l’Hip Hop è considerato uno strumento di protesta. Rapper come Drunken Tiger (gruppo), G-Dragon, Epik High (gruppo), RM, Agust D e J-Hope, Zico (per nominare alcuni recenti) e mille altri, usano il rap non solo come strumento per raccontarsi ed esprimere emozioni, ma anche per raccontare storie, e protestare.

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I rapper coreani si dividono in generazioni, a differenza di quelli italiani e americani che si dividono semplicemente in Old School e New School. I primi rapper ad aver registrato canzoni considerate Hip Hop sono persone come Hyun Jin-Young (che è considerato il primo ad aver portato l’hip hop in Corea) e il gruppo Seo Taiji and Boys (서태지와 아이들), che, con il loro debutto, rivoluzionarono la musica coreana, non solo hip hop ma anche pop. Infatti, come ho detto sopra, il gruppo formato da Seo Taiji, Yang Hyun-sik e Lee Juno, nonostante le forti pressioni che la società e cultura coreana mettevano addosso ai giovani e le forti censure a cui erano soliti fare, riuscirono comunque a incorporare nelle loro canzoni una forte critica sociale. La loro canzone di debutto Nan Arayo (난 알아요) fu un successo, anche se inizialmente venne rigettata dai giudici del programma in cui la presentarono.

Però, se ci atteniamo alla definizione “pura” di rap (un discorso ritmico adattato alla musica) la prima canzone è stata Kimsatgat (김삿갓) di Hong Seo-beom (홍서범) nel 1989, ma non è stata la prima ad acquisire livelli abbastanza significanti di popolarità, infatti, parlando di popolarità, la prima è The story I want to tell you [너에게 들려주고 싶은 이야기 (Second Episode, 1991)] di 015B. Purtroppo, in pochi le conoscono, perchè queste canzoni hanno lasciato molto poco nella storia.

La storia dell’Hip Hop coreano però non inizia con Nan Arayo, come non inizia con Kimsatgat o The Story I want to tell you, non inizia con il rap e i DJs, ma inizia con il ballo. Infatti nasce nella seconda metà degli anni 80, nei club del quartiere Itaewon (이태원), vicino a Yongsan. Hyun Jin Young (현진영) era conosciuto non come rapper, ma come uno dei migliori ballerini. Infatti, debuttò in un gruppo chiamato Hyun Jin Young and Wawa, che gettò le basi per la formula ereditata dal gruppo successivo (Seo Taiji and the Boys) e anche gruppi come Deux (듀스). Questo gruppo, è considerabile come il primo vero hip hop group nella storia della k-music.

Attualmente, a causa del modo in cui l’Hip Hop è arrivato in Corea, viene mischiato al K-Pop, infatti molti rapper iniziarono a collaborare con gli idol, creando così un confine ancora più sottile tra Hip Hop e K-Pop. Gli artisti mezzi coreani e mezzi americani hanno preso un ruolo molto importante nell’introduzione della musica, infatti le loro abilità nell’inglese e la loro attitudine erano considerati un marchio che rappresentasse la loro autenticità. Infatti Tiger JK e Yoon Mirae hanno avuto un ruolo molto importante in questo, assieme ad altri artisti. Tiger JK oltre a formare il gruppo Drunken Tiger, ebbe un ruolo di fondamentale importanza, creando una crew chiamata Movement Crew, che vide nascere gruppi come Epik High e Dynamic Duo, portando così un senso di unità alla comunità hip-hop e portando questa cultura alla “luce”.

Sempre più gente si stava interessando, grazie anche all’influenza del gangsta rap americano degli anni 90, che rese questi rapper più crudi e tendenti a creare musica con del significato e dei messaggi. Yoon Mirae (una rapper per metà afroamericana e per metà coreana), aiutò molto nell’integrazione della black culture, sia per le sue radici, sia per il suo desiderio di esibirsi come rapper. A 16 anni ha debuttato nel gruppo Uptown, che ha poi abbandonato per formare un duo chiamato Tashannie (Tasha+Annie) assieme ad Annie Lee. Abbandonò anche questo duo, per proseguire da solista fino ad oggi.

Qui sopra vi ho lasciato un video dove sono presenti sia Tiger JK che Yoon Mirae, giusto per non metterne due divisi. Nella canzone è presente anche Bizzy.

A questo punto, o avrete chiuso l’articolo o vi starete chiedendo se in questa storia si parla dei BTS. Ebbene sì, anche i BTS fanno parte della storia dell’Hip Hop coreano. Con il loro debutto nel 2013 ci fu una sorta di “svolta” se così si può dire: vent’anni dopo l’arrivo di questa cultura in Corea, arrivarono rapper come RM, Suga e J-Hope; rapper che stavano, si, debuttando in un kpop group, ma che, a differenza di molti, avevano passato anni della loro vita immersi nella cultura Hip Hop. Hanno contribuito molto lottando a favore dei rapper che debuttano nei gruppi kpop, distruggendo i pregiudizi che vedevano il rap all’interno del kpop come “non autentico”. I BTS scrivendosi da soli le canzoni, hanno provato che la loro musica è autentica, e che parlano proprio delle loro emozioni e di se stessi. Ma non è solo questo il loro contributo, hanno anche iniziato a usare molti giochi di parole e addirittura il dialetto, in canzoni tipo Paldongangsan (팔도강산) dove non solo si distaccano dal rap americano ma introducono anche l’uso del dialetto per celebrare le loro città di provenienza. Ovviamente, non so se siano stati i primi a farlo, dato che non conosco il coreano, ma è il primo esempio che sento nominare quando si parla di questa introduzione.

L’articolo è finito, so che è un po’ più lungo del solito ma per quanto riguarda la storia dell’Hip Hop coreano mi sono sentita in dovere di tagliare meno parti possibile (a differenza di Americano e Italiano che servivano solo a gettare un po’ le basi). Vi ricordo di seguirmi su Instagram (@btstag_), per eventuali aggiornamenti. Vi ricordo anche che se avete suggerimenti per articoli, o domande, o qualsiasi altra cosa riguardante il blog potete sempre mandarmi un messaggio privato sui social, sono sempre disposta ad ascoltare 🥰 Vi ringrazio per essere arrivati fino a qui e vi auguro una buona serata.

La Rap Line dei BTS: J-HOPE

Cos’è una rap line? La rap line è una sub unit di un gruppo che comprende solo i rapper. I gruppi kpop di solito sono divisi in cantanti, rapper e ballerini, per questo si creano delle specie di sub unit, chiamate “line”, e ce ne sono tante, ad esempio la dance line, la vocal line, ecc. La Rap Line di cui si parla in questo blog è quella dei BTS, formata da RM (Namjoon), J-Hope (Hoseok) e Suga (Yoongi). In questo articolo parlerò di J-Hope, sul blog è già presente un’articolo in cui parlo di RM e un altro in cui parlo di Suga. Questo di J-Hope è l’ultimo di questa miniserie, dalla prossima volta inizieremo ad addentrarci un po’ di più nel profondo. Vi lascio all’articolo, buona lettura!


Come prima cosa, dovete sapere che Hoseok all’inizio non era un rapper, ce lo hanno detto proprio i BTS. Hobi al momento è un rapper straordinario, non solo perché in soli pochi anni è riuscito a sviluppare la tecnica e un suo stile particolare, ma anche perchè uno dei pochi rapper ad essere completamente originale, come lui non c’è nessuno, né nel kpop né nel mondo. La cosa che (personalmente) mi stupisce sempre di lui è che è un rapper che sa adattarsi a qualsiasi cosa, e quando dico qualsiasi cosa, intendo davvero qualsiasi cosa: il suo è uno stile molto “allegro”, nonostante questo, brilla anche in pezzi come Outro:Tear, che sono fuori dal suo “spettro”.

Ogni rapper prende spunto da altri rapper o stili che sono stati importanti per lui, rendendo propria una caratteristica che gli piace di questi rapper e mettendola nei loro pezzi, se Namjoon e Yoongi amano particolarmente un determinato stile e si nota, per Hoseok questa cosa non succede. Hobi prende spunto da artisti che ha nominato in Hip Hop Phile (힙합성애자), ma riesce ad amalgamarli benissimo al suo stile personale e non si nota per niente a meno che qualcuno non abbia un orecchio molto molto allenato.

Il punto forte di Hobi è anche il fattore “sperimentazione”: non si chiude solo su qualcosa di fisso, ma tende a variare molto. Ad esempio, aggiungendo delle parti dove canticchia un po’ di più. Hobi comunque non lascia spazio ai dubbi, fa rap con tanta naturalezza che emana un energia unica. Qui sotto vi lascio un’esempio dall’ultimo (non più ultimo) comeback: Ego è una canzone proprio nel suo stile, quello che percepisco (personalmente, ovvio) è che in questo stile molto più upbeat (inteso nel senso di cheerful, allegra), si senta molto più a suo agio.

L’articolo è quasi finito, come questa mini-serie, quindi tiriamo le somme, vi va?

Prendendo singolarmente ogni elemento della nostra rap line notiamo come ognuno brilli in una cosa diversa: Namjoon nei testi, metrica e nel flow, Yoongi nei “sentimenti”, nel flow e nella velocità e Hobi nella capacità di adattamento e la sperimentazione. Se noi uniamo queste cose, notiamo come ognuno di loro riesca a sopperire alle “lacune” (che non sono lacune, ma dovrete passarmi il termine perchè non ne ho trovato uno che esprimesse bene il concetto) degli altri. Sono un trio perfetto e si completano a vicenda. Singolarmente sono rapper unici e imbattibili, ma uniti creano qualcosa di straordinario. Tutti e tre hanno tutte le carte in regola per essere definiti Rapper con la R maiuscola; nel rap non c’è nessuno come loro che riesca a unire tecnica (con tutte le cose che ne derivano tipo flow, rime, ecc) ed emozioni nel modo in cui lo fanno loro.

Prima di andare, come al solito, vi ringrazio per essere arrivati fino alla fine dell’articolo, e per averlo letto. Vi ricordo che potete trovarmi per domande e suggerimenti su Instagram (btstag_) e da stasera pure su Twitter (sempre btstag_), inoltre sui social vi avviso riguardo alla pubblicazione degli articoli, se saltano, se vengono posticipati e cose del genere, quindi vi ricordo di seguirmi, in modo da restare sempre aggiornati. Grazie mille di nuovo, vi auguro di passare una buona serata. 💜

On the Street di J-Hope (con J. Cole) – la nostra analisi

“On the Street” è una collaborazione tra J-Hope e il rapper americano J. Cole, rilasciata il 3 Marzo 2023. Questa traccia unisce gli stili dei due rapper, non solo perchè è lo-fi hip-hop, ma anche perchè in sottofondo abbiamo una melodia fischiettata proprio da Hobi stesso.

Ma chi è J.Cole e qual è la sua relazione con Hobi?

Per chi tra noi Armys non lo sapesse, Cole è un rapper americano che ha debuttato nel 2007 con il mixtape The Come Up e nel 2011 con il suo primo album in studio Cole World. Nonostante all’inizio il primo mixtape di questo rapper fosse stato ben accolto, non ebbe inizialmente il successo che ha avuto negli anni successivi con la pubblicazione di The Warm Up, il suo secondo mixtape, e con l’entrata in Roc Nation (etichetta discografica di Jay-Z).

Leggi anche: Respect by BTS (RM & Suga) – la nostra analisi, Parte 1

La storia tra i BTS e J. Cole va avanti fin dai primi giorni del gruppo, infatti, dopo qualche mese dal debutto, hanno fatto una cover della canzone Born Sinner di J.Cole, chiamandola Born Singer e cambiandone le parole. Successivamente in Dark & Wild troviamo di nuovo una reference a Cole, esattamente nella Intro What Am I To You, dove Namjoon usa dei sample da Higher in The Blow Up.

In Hip Hop Phile abbiamo un altro riferimento a J.Cole, stavolta da parte di Hobi, in cui dice:

Hope, Hope World
Before I made my own world, Cole World
Ever since he shone on Friday Nights
I got inspiration and wrote my songs

Come vi ho già spiegato, Cole World è l’album di debutto in studio di Cole, e Hoseok per il titolo di Hope World è stato ispirato proprio da questo. Mentre, Friday Nights è un riferimento a Friday Night Lights, il terzo mixtape di Cole. Quindi ci sta dicendo che è stato ispirato proprio da lui fin dall’inizio. L’estate scorsa a Lollapalooza, Hobi è riuscito finalmente a incontrare il suo artista preferito e nonostante non parlasse inglese, i due sono riusciti comunque a comunicare e ad organizzarsi per questa canzone.

Questa traccia per Hobi vuole servire come auto-conforto e come un checkpoint, perchè a suo dire ricordare a se stesso da dove arriva e quali sono le sue radici, lo aiuta molto ad andare avanti per la sua strada.

Hobi inoltre, sia con il Music Video che con lo stile che ha usato per la canzone, dimostra molto rispetto nei confronti di J.Cole, non solo dandogli lo spazio per esprimersi ma anche visivamente parlando, possiamo notare alcuni dettagli, per esempio che la prima parte è un omaggio al MV di Simba da The Come Up.

Il video mostra di come Hobi sia partito nello stesso modo di Cole (e cioè dalla strada), e poi sia salito al successo fino a raggiungerlo sul tetto.

Altro punto che vorrei enfatizzare è la giacca che ha indosso Hobi, e voi direte “ma che ce ne frega di come si veste”, e avreste pure ragione, ma la giacca che indossa è della marca Avirex, un brand di New York che produceva giacche militari popolari nell’ambiente dell’Hip Hop anni 90. Avirex è una marca che produceva specialmente per l’aeronautica militare, collegandosi quindi al concetto degli aeroplani, un concetto che J-Hope già ci ha portato, ma non solo per la connessione ad Airplane: la giacca rappresenta sia il sound e l’ambiente Hip Hop anni 90, che la sua storia di successo rappresentata da Airplane con Hope World.


Un’altra cosa che notiamo è come il fischiettio in loop sembra proprio una cosa che farebbe Hobi per noi che lo conosciamo, proprio come quando fischietta le melodie delle canzoni che gli piacciono. Questo fischiettare rende la canzone un po’ più leggera, come quando qualcuno fa una passeggiata senza pensieri o senza uno scopo, semplicemente cammina e va avanti. Sentiamo in sottofondo anche uno xilofono, che si collega a Music Box: Reflection, solo che in questo caso è una melodia gioiosa, come una specie di ninna-nanna, mentre in Music Box è più cupa. La base di On The Street complementa molto bene entrambi gli stili dei due rapper, sia per il flow e sia per quel che riguarda il mood della canzone.

Un’altro riferimento che troviamo (proprio nel titolo) è la frase “on the streets”, che ammicca, non solo alle origini di Hope e Cole, ma anche a Hope On The Street, uno “show” fatto da Hobi dove faceva video di street dance. Potete trovarli su Youtube se volete.

Per quel che riguarda invece la parte di Cole, possiamo paragonarla a canzoni come Black Swan, Interlude: Shadow e Arson, ma anche a tutte quelle canzoni dei BTS dove si mette in dubbio la relazione tra la persona che siamo e la nostra arte, che rapporto abbiamo con essa. Cole si chiede infatti se questa strada è davvero la sua, dicendo che è stato difficile lasciarla andare ma che, come un padre con una figlia, lascerà crescere sia la sua arte che la sua strada. Vorrei che notaste particolarmente come per tutti i musicisti (e artisti) è di vitale importanza crescere, cambiare ed evolversi assieme alla loro musica (e arte).

Alla fine, sempre nella parte di Cole, abbiamo la frase:

I contemplate if I should wait to hand over the crown
Mi chiedo se dovrei aspettare a passare la corona
and stick around for a bit longer, I get a strange type of hunger,
e restare un po’ più a lungo, ho uno strano tipo di fame
the more I eat the more it gets stronger
più mangio e più diventa forte

Questa frase per i due rapper ha un significato diverso: per Cole si fa riferimento al fatto che da un po’ parla del suo ritiro, infatti ha annunciato il suo album The Fall Off, dicendo che sarà l’ultimo, senza però dare una data ai suoi fan. Per Hobi invece, questa parte fa da ponte tra Arson e More. In More, Hobi esplora la sua passione e la sua ambizione (che viene definita hunger, fame, e più successi e risultati si ottengono, più si diventa affamati) e in Arson dove si chiede se non sia il caso di mollare tutto finchè è così in alto (mi chiedo se dovrei aspettare a passare la corona). Non entro troppo nel dettaglio perchè più avanti parleremo di Jack In the Box per intero.


Per stasera è tutto, vi ringrazio di aver letto l’articolo e vi ricordo che potete seguirmi su Instagram (btstag_) per non perdervi i vari aggiornamenti e che se avete consigli, domande, dubbi, perplessità o qualsiasi altra cosa io sono sempre disponibile su Instagram! Vi auguro una buona serata 💜