Stasera, finalmente, siamo arrivati a parlare del rap e dell’hip hop coreano. Prima di iniziare vi ricordo che questo è un riassunto molto breve, ovviamente non sono stati nominati tutti quanti, e allo stesso tempo ho cercato di essere il più chiara ed esaustiva possibile. Detto questo, vi lascio all’articolo, buona lettura! 💜
Il rap in Corea, come quello italiano, è una trasposizione del rap americano, solo che non si distingue da esso solamente per sonorità e lingua, ma anche per la variazione che la cultura ha preso. In Corea, il rap prende parte a una grossa fetta della cultura, e infatti viene identificato come Hip Hop, nonostante ci sia una differenza. Il rap/HH coreano usa, come caratteristica principale, un “code switching“, cioè uno scambio costante tra inglese e coreano, grazie anche ad artisti americani-coreani. In Corea inoltre, si cerca inoltre di adottare elementi tradizionali della cultura, per distanziarsi e per non “copiare” semplicemente gli americani.

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Purtroppo all’inizio ci sono stati molti episodi di “cultural appropriation” (tra virgolette solo perché è un’argomento molto controverso e non voglio aprire un discorso su questa cosa, in quanto non sarei in grado di parlarne propriamente), e ancora oggi è aperto il dibattito su questo argomento, molti sostengono che l’HH coreano sia solo una mera copia di quello americano, mentre altri sostengono il contrario, evidenziando le differenze e gli adattamenti di stile.
Un altro elemento del rap coreano è che, a differenza del rap italiano, in Corea sentiamo parlare di molte più rapper donne, non solo grazie al kpop che usa almeno un rapper o una rapper nei gruppi, ma anche grazie alla differenza dei temi trattati. Mentre in America e in Italia ci si trova ad avere a che fare con temi tipo donne, soldi e droga (ma non solo), in Corea ”non ci sono” droghe, quindi parlano di temi più “tranquilli” ad esempio raccontando storie. Il punto centrale però, non si è perso, perchè anche in Corea, l’Hip Hop è considerato uno strumento di protesta. Rapper come Drunken Tiger (gruppo), G-Dragon, Epik High (gruppo), RM, Agust D e J-Hope, Zico (per nominare alcuni recenti) e mille altri, usano il rap non solo come strumento per raccontarsi ed esprimere emozioni, ma anche per raccontare storie, e protestare.
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I rapper coreani si dividono in generazioni, a differenza di quelli italiani e americani che si dividono semplicemente in Old School e New School. I primi rapper ad aver registrato canzoni considerate Hip Hop sono persone come Hyun Jin-Young (che è considerato il primo ad aver portato l’hip hop in Corea) e il gruppo Seo Taiji and Boys (서태지와 아이들), che, con il loro debutto, rivoluzionarono la musica coreana, non solo hip hop ma anche pop. Infatti, come ho detto sopra, il gruppo formato da Seo Taiji, Yang Hyun-sik e Lee Juno, nonostante le forti pressioni che la società e cultura coreana mettevano addosso ai giovani e le forti censure a cui erano soliti fare, riuscirono comunque a incorporare nelle loro canzoni una forte critica sociale. La loro canzone di debutto Nan Arayo (난 알아요) fu un successo, anche se inizialmente venne rigettata dai giudici del programma in cui la presentarono.
Però, se ci atteniamo alla definizione “pura” di rap (un discorso ritmico adattato alla musica) la prima canzone è stata Kimsatgat (김삿갓) di Hong Seo-beom (홍서범) nel 1989, ma non è stata la prima ad acquisire livelli abbastanza significanti di popolarità, infatti, parlando di popolarità, la prima è The story I want to tell you [너에게 들려주고 싶은 이야기 (Second Episode, 1991)] di 015B. Purtroppo, in pochi le conoscono, perchè queste canzoni hanno lasciato molto poco nella storia.
La storia dell’Hip Hop coreano però non inizia con Nan Arayo, come non inizia con Kimsatgat o The Story I want to tell you, non inizia con il rap e i DJs, ma inizia con il ballo. Infatti nasce nella seconda metà degli anni 80, nei club del quartiere Itaewon (이태원), vicino a Yongsan. Hyun Jin Young (현진영) era conosciuto non come rapper, ma come uno dei migliori ballerini. Infatti, debuttò in un gruppo chiamato Hyun Jin Young and Wawa, che gettò le basi per la formula ereditata dal gruppo successivo (Seo Taiji and the Boys) e anche gruppi come Deux (듀스). Questo gruppo, è considerabile come il primo vero hip hop group nella storia della k-music.
Attualmente, a causa del modo in cui l’Hip Hop è arrivato in Corea, viene mischiato al K-Pop, infatti molti rapper iniziarono a collaborare con gli idol, creando così un confine ancora più sottile tra Hip Hop e K-Pop. Gli artisti mezzi coreani e mezzi americani hanno preso un ruolo molto importante nell’introduzione della musica, infatti le loro abilità nell’inglese e la loro attitudine erano considerati un marchio che rappresentasse la loro autenticità. Infatti Tiger JK e Yoon Mirae hanno avuto un ruolo molto importante in questo, assieme ad altri artisti. Tiger JK oltre a formare il gruppo Drunken Tiger, ebbe un ruolo di fondamentale importanza, creando una crew chiamata Movement Crew, che vide nascere gruppi come Epik High e Dynamic Duo, portando così un senso di unità alla comunità hip-hop e portando questa cultura alla “luce”.
Sempre più gente si stava interessando, grazie anche all’influenza del gangsta rap americano degli anni 90, che rese questi rapper più crudi e tendenti a creare musica con del significato e dei messaggi. Yoon Mirae (una rapper per metà afroamericana e per metà coreana), aiutò molto nell’integrazione della black culture, sia per le sue radici, sia per il suo desiderio di esibirsi come rapper. A 16 anni ha debuttato nel gruppo Uptown, che ha poi abbandonato per formare un duo chiamato Tashannie (Tasha+Annie) assieme ad Annie Lee. Abbandonò anche questo duo, per proseguire da solista fino ad oggi.
Qui sopra vi ho lasciato un video dove sono presenti sia Tiger JK che Yoon Mirae, giusto per non metterne due divisi. Nella canzone è presente anche Bizzy.
A questo punto, o avrete chiuso l’articolo o vi starete chiedendo se in questa storia si parla dei BTS. Ebbene sì, anche i BTS fanno parte della storia dell’Hip Hop coreano. Con il loro debutto nel 2013 ci fu una sorta di “svolta” se così si può dire: vent’anni dopo l’arrivo di questa cultura in Corea, arrivarono rapper come RM, Suga e J-Hope; rapper che stavano, si, debuttando in un kpop group, ma che, a differenza di molti, avevano passato anni della loro vita immersi nella cultura Hip Hop. Hanno contribuito molto lottando a favore dei rapper che debuttano nei gruppi kpop, distruggendo i pregiudizi che vedevano il rap all’interno del kpop come “non autentico”. I BTS scrivendosi da soli le canzoni, hanno provato che la loro musica è autentica, e che parlano proprio delle loro emozioni e di se stessi. Ma non è solo questo il loro contributo, hanno anche iniziato a usare molti giochi di parole e addirittura il dialetto, in canzoni tipo Paldongangsan (팔도강산) dove non solo si distaccano dal rap americano ma introducono anche l’uso del dialetto per celebrare le loro città di provenienza. Ovviamente, non so se siano stati i primi a farlo, dato che non conosco il coreano, ma è il primo esempio che sento nominare quando si parla di questa introduzione.
L’articolo è finito, so che è un po’ più lungo del solito ma per quanto riguarda la storia dell’Hip Hop coreano mi sono sentita in dovere di tagliare meno parti possibile (a differenza di Americano e Italiano che servivano solo a gettare un po’ le basi). Vi ricordo di seguirmi su Instagram (@btstag_), per eventuali aggiornamenti. Vi ricordo anche che se avete suggerimenti per articoli, o domande, o qualsiasi altra cosa riguardante il blog potete sempre mandarmi un messaggio privato sui social, sono sempre disposta ad ascoltare 🥰 Vi ringrazio per essere arrivati fino a qui e vi auguro una buona serata.






