[Rap 101] L’Hip Hop in Corea: da Hyun Jin Young fino ai BTS

Stasera, finalmente, siamo arrivati a parlare del rap e dell’hip hop coreano. Prima di iniziare vi ricordo che questo è un riassunto molto breve, ovviamente non sono stati nominati tutti quanti, e allo stesso tempo ho cercato di essere il più chiara ed esaustiva possibile. Detto questo, vi lascio all’articolo, buona lettura! 💜


Il rap in Corea, come quello italiano, è una trasposizione del rap americano, solo che non si distingue da esso solamente per sonorità e lingua, ma anche per la variazione che la cultura ha preso. In Corea, il rap prende parte a una grossa fetta della cultura, e infatti viene identificato come Hip Hop, nonostante ci sia una differenza. Il rap/HH coreano usa, come caratteristica principale, un “code switching“, cioè uno scambio costante tra inglese e coreano, grazie anche ad artisti americani-coreani. In Corea inoltre, si cerca inoltre di adottare elementi tradizionali della cultura, per distanziarsi e per non “copiare” semplicemente gli americani.

Leggi anche: L’Hip Hop in America: il movimento che ha dato vita a una rivoluzione

Purtroppo all’inizio ci sono stati molti episodi di “cultural appropriation” (tra virgolette solo perché è un’argomento molto controverso e non voglio aprire un discorso su questa cosa, in quanto non sarei in grado di parlarne propriamente), e ancora oggi è aperto il dibattito su questo argomento, molti sostengono che l’HH coreano sia solo una mera copia di quello americano, mentre altri sostengono il contrario, evidenziando le differenze e gli adattamenti di stile.

Un altro elemento del rap coreano è che, a differenza del rap italiano, in Corea sentiamo parlare di molte più rapper donne, non solo grazie al kpop che usa almeno un rapper o una rapper nei gruppi, ma anche grazie alla differenza dei temi trattati. Mentre in America e in Italia ci si trova ad avere a che fare con temi tipo donne, soldi e droga (ma non solo), in Corea ”non ci sono” droghe, quindi parlano di temi più “tranquilli” ad esempio raccontando storie. Il punto centrale però, non si è perso, perchè anche in Corea, l’Hip Hop è considerato uno strumento di protesta. Rapper come Drunken Tiger (gruppo), G-Dragon, Epik High (gruppo), RM, Agust D e J-Hope, Zico (per nominare alcuni recenti) e mille altri, usano il rap non solo come strumento per raccontarsi ed esprimere emozioni, ma anche per raccontare storie, e protestare.

Leggi anche: Il rap in Italia: dai Sangue Misto alla New School

I rapper coreani si dividono in generazioni, a differenza di quelli italiani e americani che si dividono semplicemente in Old School e New School. I primi rapper ad aver registrato canzoni considerate Hip Hop sono persone come Hyun Jin-Young (che è considerato il primo ad aver portato l’hip hop in Corea) e il gruppo Seo Taiji and Boys (서태지와 아이들), che, con il loro debutto, rivoluzionarono la musica coreana, non solo hip hop ma anche pop. Infatti, come ho detto sopra, il gruppo formato da Seo Taiji, Yang Hyun-sik e Lee Juno, nonostante le forti pressioni che la società e cultura coreana mettevano addosso ai giovani e le forti censure a cui erano soliti fare, riuscirono comunque a incorporare nelle loro canzoni una forte critica sociale. La loro canzone di debutto Nan Arayo (난 알아요) fu un successo, anche se inizialmente venne rigettata dai giudici del programma in cui la presentarono.

Però, se ci atteniamo alla definizione “pura” di rap (un discorso ritmico adattato alla musica) la prima canzone è stata Kimsatgat (김삿갓) di Hong Seo-beom (홍서범) nel 1989, ma non è stata la prima ad acquisire livelli abbastanza significanti di popolarità, infatti, parlando di popolarità, la prima è The story I want to tell you [너에게 들려주고 싶은 이야기 (Second Episode, 1991)] di 015B. Purtroppo, in pochi le conoscono, perchè queste canzoni hanno lasciato molto poco nella storia.

La storia dell’Hip Hop coreano però non inizia con Nan Arayo, come non inizia con Kimsatgat o The Story I want to tell you, non inizia con il rap e i DJs, ma inizia con il ballo. Infatti nasce nella seconda metà degli anni 80, nei club del quartiere Itaewon (이태원), vicino a Yongsan. Hyun Jin Young (현진영) era conosciuto non come rapper, ma come uno dei migliori ballerini. Infatti, debuttò in un gruppo chiamato Hyun Jin Young and Wawa, che gettò le basi per la formula ereditata dal gruppo successivo (Seo Taiji and the Boys) e anche gruppi come Deux (듀스). Questo gruppo, è considerabile come il primo vero hip hop group nella storia della k-music.

Attualmente, a causa del modo in cui l’Hip Hop è arrivato in Corea, viene mischiato al K-Pop, infatti molti rapper iniziarono a collaborare con gli idol, creando così un confine ancora più sottile tra Hip Hop e K-Pop. Gli artisti mezzi coreani e mezzi americani hanno preso un ruolo molto importante nell’introduzione della musica, infatti le loro abilità nell’inglese e la loro attitudine erano considerati un marchio che rappresentasse la loro autenticità. Infatti Tiger JK e Yoon Mirae hanno avuto un ruolo molto importante in questo, assieme ad altri artisti. Tiger JK oltre a formare il gruppo Drunken Tiger, ebbe un ruolo di fondamentale importanza, creando una crew chiamata Movement Crew, che vide nascere gruppi come Epik High e Dynamic Duo, portando così un senso di unità alla comunità hip-hop e portando questa cultura alla “luce”.

Sempre più gente si stava interessando, grazie anche all’influenza del gangsta rap americano degli anni 90, che rese questi rapper più crudi e tendenti a creare musica con del significato e dei messaggi. Yoon Mirae (una rapper per metà afroamericana e per metà coreana), aiutò molto nell’integrazione della black culture, sia per le sue radici, sia per il suo desiderio di esibirsi come rapper. A 16 anni ha debuttato nel gruppo Uptown, che ha poi abbandonato per formare un duo chiamato Tashannie (Tasha+Annie) assieme ad Annie Lee. Abbandonò anche questo duo, per proseguire da solista fino ad oggi.

Qui sopra vi ho lasciato un video dove sono presenti sia Tiger JK che Yoon Mirae, giusto per non metterne due divisi. Nella canzone è presente anche Bizzy.

A questo punto, o avrete chiuso l’articolo o vi starete chiedendo se in questa storia si parla dei BTS. Ebbene sì, anche i BTS fanno parte della storia dell’Hip Hop coreano. Con il loro debutto nel 2013 ci fu una sorta di “svolta” se così si può dire: vent’anni dopo l’arrivo di questa cultura in Corea, arrivarono rapper come RM, Suga e J-Hope; rapper che stavano, si, debuttando in un kpop group, ma che, a differenza di molti, avevano passato anni della loro vita immersi nella cultura Hip Hop. Hanno contribuito molto lottando a favore dei rapper che debuttano nei gruppi kpop, distruggendo i pregiudizi che vedevano il rap all’interno del kpop come “non autentico”. I BTS scrivendosi da soli le canzoni, hanno provato che la loro musica è autentica, e che parlano proprio delle loro emozioni e di se stessi. Ma non è solo questo il loro contributo, hanno anche iniziato a usare molti giochi di parole e addirittura il dialetto, in canzoni tipo Paldongangsan (팔도강산) dove non solo si distaccano dal rap americano ma introducono anche l’uso del dialetto per celebrare le loro città di provenienza. Ovviamente, non so se siano stati i primi a farlo, dato che non conosco il coreano, ma è il primo esempio che sento nominare quando si parla di questa introduzione.

L’articolo è finito, so che è un po’ più lungo del solito ma per quanto riguarda la storia dell’Hip Hop coreano mi sono sentita in dovere di tagliare meno parti possibile (a differenza di Americano e Italiano che servivano solo a gettare un po’ le basi). Vi ricordo di seguirmi su Instagram (@btstag_), per eventuali aggiornamenti. Vi ricordo anche che se avete suggerimenti per articoli, o domande, o qualsiasi altra cosa riguardante il blog potete sempre mandarmi un messaggio privato sui social, sono sempre disposta ad ascoltare 🥰 Vi ringrazio per essere arrivati fino a qui e vi auguro una buona serata.

La Rap Line dei BTS: RM

Nota: Vi ricordo che questo è un articolo del 2020, revisionato e aggiornato al 2023 ma NON riscritto. Per il momento sto ripubblicando i vecchi post, uno alla settimana, ma arriveranno anche quelli nuovi, non preoccupatevi! Vi lascio al post, buona lettura ☺️


Cos’è una rap line?

La rap line è una sub unit di un gruppo che comprende solo i rapper. I gruppi kpop di solito sono divisi in cantanti, rapper e ballerini, per questo si creano delle specie di sub-unit, chiamate “line”, e ce ne sono tante, ad esempio la dance line, la vocal line, ecc.

La rap line di cui si parla in questo blog è quella dei BTS, formata da RM (Namjoon), J-Hope (Hoseok) e Suga (Yoongi). In questo articolo parlerò di RM, e ci saranno altri due articoli che parleranno rispettivamente di J-Hope e Suga.

Tra i tre rapper Namjoon è quello con i testi e gli incastri migliori, possiamo dire che il fatto che sia bilingue lo aiuta molto in questo senso. I suoi giochi di parole spesso hanno più significati nascosti dietro al semplice gioco, nei testi usa molte assonanze, metafore, ossimori. (Non sapendo il coreano, però, mi affido molto alle traduzioni dei testi, ma ad orecchio possiamo comunque sentire le rime nelle sue canzoni.)

Ora vi porterò qualche esempio dei suoi testi per farvi capire bene cosa intendo. Il primo che vi porto è in Cypher 2:

절차탁마의 절차 밟았으
I followed the steps of becoming greater
Ho seguito i passi per diventare il migliore

안 가리고 싹다 잡아 툼스톤
No matter who they are, I get them all, Tombstone
Non importa chi siano, li prendo tutti, Tombstone (è un film)

Nella prima strofa Namjoon usa la parola 절차탁마, jeolchatakma, che deriva dal cinese. Ha usato il termine 切磋琢磨, che significa “pulire un diamante grezzo per ottenere qualcosa di valore” di Confucio. Nella prima parte dice anche “I went through the process” (“ho attraversato il processo”) che è un modo di dire e significa che se tu passi attraverso a qualcosa, anche se è spiacevole, alla fine avrai comunque acquisito esperienza. In questo caso pulire un diamante dalla sporcizia non è piacevole, ma ha acquisito l’esperienza e ne ha ricavato qualcosa di valore.

In Joke, invece, dice che saper rappare veloce se non hai “flow” o se i tuoi testi sono “insignificanti” è inutile, mentre lui rappa veloce solo perché può (ecco perché la canzone si chiama Joke, dall’inglese di “scherzo”).

Inoltre in questa canzone Namjoon cambia flow circa 9 volte, il che mostra le sue skills perché il flow di un rapper conta nel momento in cui è valido o riesce a cambiarlo più volte in una base, Namjoon fa entrambe le cose: propone per 9 volte diverse un flow valido.

Poi, a dimostrarci ancora una volta quanto sia bravo coi giochi di parole abbiamo Trivia:Love, canzone che fa parte dell’album Answer.

In pratica, abbiamo un intera strofa basata su un gioco di parole sull’alfabeto, la frase completa sarebbe:

It’s a long way from I to U, f*ck, JKLMNOPQRST
I crossed all the letters and I reached you
E’ una lunga strada da I a U, f*nculo, JKLMNOPQRST,
ho saltato tutte le lettere e sono arrivato a te

I è io, U è tu, e in sostanza dice che è una strada lunga e che le lettere sono separate da tante altre, ma lui facendo JKLMNOPQRST passa dalla I alla U, passando quindi da “io” a “te”. Se potete recuperate la traduzione e il testo fatelo, perché è geniale, ad esempio, trasforma 사람 (saram, persona) in 사랑 (sarang, love, amore) e poi lo connette a 사라 (sara, che sarebbe to live, vivere) e lo fa perché le parole sia in coreano che in inglese sono simili e cambia solo una lettera, passando così da persona, ad amore a vivere. Aggiungo che la lettera che cambia è fondamentalmente un quadrato che diventa un cerchio, e la ‘persona’ ha ‘eroso gli angoli’ diventando ‘amore’.

In più, questo gioco di parole contiene anche un riferimento a “Into the Magic Shop” un libro di J. Doty, a cui i BTS hanno spesso fatto riferimento nel corso della Love Yourself era. Nel libro si parla di “alfabeto del cuore“, che sarebbe un mnemonic, e cioè una frase/acronimo/trucco per ricordarsi delle cose che magari non ci entrano in testa. Per esempio, l’ordine dei pianeti del sistema solare, per ricordarlo usiamo la frase “My Very Easy Method Just Show Us Nine Planets“, dove ogni iniziale della frase corrisponde ad un pianeta, quindi: My = Mercury (Mercurio); Very = Venus (Venere); Easy = Earth (Terra); Method = Mars (Marte) e così via.

Nel caso del libro, è una lista di qualità ed emozioni che servono ad aprire il cuore (ad esempio, C sta per Compassione, D per Dignità, ecc.). Quindi ABCDEFGHIJKL ė l’alfabeto del cuore, che serve per arrivare da Io a Tu, ma non arriva da I (io) a U (tu), perche si ferma a L. Le lettere che mancano sono quelle che Namjoon nomina, quindi JKLMNOPQRST.

Come possiamo vedere (e sentire) Namjoon ha una grandissima capacità poetica, che noi non possiamo cogliere a pieno dato che non sappiamo il coreano, ma quello che notiamo è che non perde punti per quanto riguarda la sua tecnica per evidenziare il resto. Riesce a mantenere sia la tecnica che significato (per questo mi piace molto analizzare i suoi testi).

Il nostro Namjoon, non è bravo solo a scrivere, nonostante questo sia il suo punto forte, ma ha anche una forte espressività. La sua voce sembra nata per fare rap, e se nei testi più seri si attiene al tema, in quelli un po’ più allegri\in quelli in cui se lo può permettere, lascia trasparire sempre la sua natura giocosa e cambia proprio il tono della voce. Questo gli consente di essere molto flessibile e di non essere solo un “rapper intellettuale”. Il range di Namjoon varia moltissimo, basta sentire anche solo MOTS:7, o alcune sue collaborazioni.

Concludendo, Namjoon è un grandissimo rapper, nonostante io metta il focus in gran parte sui suoi testi (perchè sono una “sottona” per i giochi di parole), è un rapper completo a 360 gradi.

L’articolo è finito quindi vi saluto qui, prima però vi ricordo che la settimana prossima esce un nuovo articolo per la rubrica rap 101. Vi ricordo inoltre di seguire su Instagram la pagina del blog (btstag_) e vi auguro una buona serata. 💜

Respect by BTS (RM & Suga) – la nostra analisi, Parte 2

Buonasera! Eccoci qui con la seconda parte dell’analisi di Respect di Yoongi e Namjoon. Vi lascio la prima parte qui nel caso ve la foste persa: [Analisi] Respect by BTS (RM & Suga) PT. 1

Leggi anche: Respect by BTS (RM & Suga) – la nostra analisi, Parte 1

Nota: vi ricordo che questo è un articolo del 2020, revisionato e aggiornato al 2023 ma NON riscritto. Per il momento sto ripubblicando i vecchi post, uno alla settimana, ma arriveranno anche quelli nuovi, non preoccupatevi! 

Detto questo, non vi rubo altro tempo. Buona lettura!


Nella seconda strofa, quella di Yoongi, si riprende tutto quanto detto prima, con frasi tipo “what is respect?” “perchè tutti continuano a dirlo?” (sottolineando come sia un trend), aggiunge anche che non capisce come ammirare e rispettare qualcuno possa essere così facile.

Nella traduzione di Doolset (@doolsetbangtan su twitter) a questo punto del testo, si trovano due frasi che in italiano o in inglese non vanno drittissime al punto, ma in coreano sembrano suonare abbastanza forti. Sotto lascio lo screen che ho preso dal suo blog, e poi la traduzione in italiano, a chi servisse.

솔까 존경은 필요 없지
Ad essere complentamente onesti, non c’è bisogno di ammirazione
Side Note: 솔까 è slang, un acronimo di 솔직히 까놓고 말해서 che significa “spogliarsi e parlare apertamente” (spogliarsi metaforicamente, inteso come levarsi la maschera e parlare. In inglese è “strip it down” che significa anche smontare, a seconda del contesto)

존중조차도 없는데
quando non c’è nessun apprezzamento/riconoscimento

뒤에선 호박씨 까는 거
dato che, dietro la tua schiena, parlano male di te
Side note: 뒤에서 호박씨 까다 (sgusciare semi di zucca dietro la schiena) è un modo di dire usato quando qualcuno fa finta di essere carino con qualcun altro e parla dietro di loro (o dice una cosa davanti ad una persona e poi segretamente ne fa un’altra). Corrisponde quasi al nostro modo di dire “essere/avere una doppia faccia”.

Successivamente, Yoongi dicenon voglio il tuo rispetto lasciando intendere il fatto che non lo voglia, non perché non gli piaccia essere rispettato, ma perché il rispetto degli altri al giorno d’oggi sia privo di valore. Un’altra interpretazione (in questo caso varia da traduzione a traduzione) è che dica se non hai intenzione di rispettarmi, allora lascia perdere, perché non ho voglia di sentire bugie. In pratica preferirebbe avere qualcuno che lo insulta “davanti”, anziché venire a conoscenza di qualcuno che gli parla dietro le spalle.

Alla fine della canzone abbiamo un dialogo tra Suga e RM, gentilmente tradotto in inglese come sempre dalla nostra traduttrice di fiducia Doolset e dall’inglese all’italiano da me. Il dialogo è tutto in Daegu Satoori, che sarebbe il dialetto di Daegu, più o meno come i nostri dialetti regionali.

Yoongi: “bro, sai cos’è “respect”?”
Namjoon: “no sir”
Y: “neanche io”
N: “perchè è così difficile?”
Y: “ammirazione~”
N: “non so cosa vogliano re-spectare” (gioco di parole presente all’interno del testo)
Y: “mostrare apprezzamento~”
N: “wha.. wha..”
Y: “mostrare apprezzamento!”
N: “ammirazione!”
Y: “non significherebbe questo “respect”? Sono giunto a questa conclusione..”
N: “l’inglese è difficile”
Y: “si giusto”

Il testo, alla fine, con questo dialogo, finisce per diventare una sorta di “scherzo”, facendo intendere che stessero cercando davvero di capire SOLO ed esclusivamente cosa significasse la parola inglese “Respect” e non stessero parlando della perdita di significato. Scherzano dicendo che non è difficile il concetto di rispetto, ma solo la parola stessa in inglese, gli suona strana. Il dialogo serve sia come “paraculata” (scusate il linguaggio), sia per spiegare perché hanno messo in mezzo l’origine della parola stessa.

Alla fine, quello che lasciano intendere è che forse la parola ha davvero perso del tutto il suo significato dato che non riescono più a capirla.

Bonus: Una curiosità sulla parola “Respect” nel rap

All’inizio avevo detto che è un concetto molto sentito dai rapper, però, è anche una parola abbastanza usata nei testi, come potete vedere dal grafico qui vicino. Questo è un sito che ha analizzato rapper che rappano in inglese (tra i più famosi), e ha fatto dei conti e dei controlli per calcolare le parole più usate nel rap, come vedete, una delle parole più usate assieme a “Respect” è “Game”. Le parole in blu/sono quelle più usate, mentre quelle rosse sono quelle che non appaiono spesso.

Purtroppo il sito è completamente in inglese, ma vi lascio il link qui nel caso voleste vederlo ugualmente. Il sito comunque, fa riferimento al 2017, quindi è un po’ vecchiotto, ma vi assicuro che per quanto riguarda i testi non siamo andati molto avanti. Molte delle parole che ci troverete sono quasi sicuramente slang, e quasi sicuramente farò un articolo che parla meglio di questo studio.

Se può interessarvi fatemelo sapere con un commento sotto all’articolo o con un messaggio sui social che trovate nel menù del blog. Vi consiglio di seguirmi sopratutto su Instagram (btstag_) per sapere quando escono gli articoli qui sopra!!

Grazie per essere arrivati fino alla fine dell’articolo. 💜

Respect by BTS (RM & Suga) – la nostra analisi, Parte 1

Nota: vi ricordo che questo è un articolo del 2020, revisionato e aggiornato al 2023 ma NON riscritto. Per il momento sto ripubblicando i vecchi post, uno alla settimana, ma arriveranno anche quelli nuovi, non preoccupatevi! 


Respect è la 17esima traccia che troviamo in Map Of The Soul:7, album dei BTS. É una canzone che riflette sul significato della parola “respect” e su come sia cambiato ai giorni nostri. Questo è un articolo che analizza i passaggi più importanti o particolari del testo e il suo significato, quindi il testo non sarà presente nella sua interezza. La traccia è stata scritta e prodotta interamente da RM e Suga, con l’aiuto di El Capitxn (J-Pearl) e Hiss Noise.

Prima di analizzarne il testo però dobbiamo notare come il beat non sia troppo intrusivo e abbia quasi dei richiami sia alle loro prime tracce rap (come musicalità) e anche al rap Old School. Non ci sono particolari incastri o metriche complicate come quelle che avevamo in Persona (dico questo dal basso della mia scarsa conoscenza del coreano, ovviamente). La base lascia spazio al testo e lo segue perfettamente, e loro usano diversi stili come al solito: in questo caso, Namjoon si concentra sempre sulle parole (a parte due barre), Yoongi invece si concentra più sul sentimento, e fa trasmettere il suo “disgusto” alla fine della sua strofa.

E’ un pezzo giocoso, molto ritmato, che fa venire voglia di muovere la testa mentre lo si ascolta. Credo di non mentire se dico che non siamo abituati a questo genere di traccia da parte della rapline. Nonostante i richiami “all’antica”, Yoongi fa pesantemente uso dell’autotune, particolarmente nella sua strofa ma anche durante i back vocals (o doppie/sporche, in gergo) possiamo sentirlo, e anche durante la parte prima del ritornello, dove Namjoon si unisce ad usare questo… strumento? I due ragazzi sul beat hanno una vera e propria conversazione, si rispondono a vicenda con le rime, indagando il significato di questo “respect”. Non so voi, ma a me ha ricordato un po’ la struttura di Paldongangsan (팔도강산), solo ovviamente, senza tutti gli altri. Questo uso del dialogo nel testo e sul beat, personalmente, mi piace molto e mi attira, trovo divertente lo scambio di battute tra due o più persone su un beat.

Per il testo, partendo dal principio, la prima frase che ci troviamo davanti quando apriamo il testo è “Should I stay or should I go?”.

E qui già si apre un mondo: si vocifera che questo sia un sample, ma non si sa esattamente bene, alcuni dicono sia preso dai The Clash, e io invece dico che è preso da una canzone di Ice Cube, che nella mia testa ha più senso. Tralasciando il fatto che Ice Cube è stato uno dei pilastri portanti del rap e facendo un ragionamento a catena si può capire perché: in Hip Hop Phile, Namjoon nomina “The Chronic” che è il primo album di Dr.Dre e successivamente “2001” che è un altro album uscito nel 99, sempre di Dr.Dre. Ora, Dr.Dre e Ice Cube erano negli N.W.A (li avrete sentiti nominare per forza), solo che poi Ice Cube nell’89 abbandona il gruppo per motivi vari che non vi sto qui a dire. Comunque, ho tutta l’intenzione di credere che Namjoon (sopratutto, ma anche Yoongi e Hoseok) ascoltassero molto quel genere di rap, quindi credo sia più sensato presupporre questa specifica frase arrivi direttamente da quella canzone. Ve la linko qui sotto nel caso voleste ascoltarla:

State attenti però, per sample in questo caso intendiamo un riferimento puramente al testo e non alla melodia.

La seconda frase che andremo ad analizzare è “put your hands in the air just like you don’t care”, familiare no?

Esattamente, al giorno d’oggi la usano tutti quanti, ma questa parte fa riferimento alla canzone Rapper’s Delight del collettivo Sugarhill Gang. Questa è una delle primissime canzoni rap. Se volete ascoltarla ve la lascio qui:

Full Version (14 minuti e 46 secondi)

Short Version (3 minuti e 59 secondi)

Queste due frasi servono a farci intuire quello di cui andranno a parlare successivamente, e cioè di come la concezione di rispetto sia cambiata nel corso degli anni e del rap.

All’inizio della strofa vera e propria sentiamo un familiare “Ayo, Suga”, ed è un riferimento a 이사 (Moving On) nell’album The Most Beautiful Moment in Life pt.1.

Respect, but these days I’m confused of its meaning

All’inizio nell’hip hop, il rispetto era un concetto molto importante che faceva parte di questa cultura, addirittura era considerato essere alla base del movimento, che era costruito su valori pacifici.

Con il tempo però, come succede a tutte le cose, il significato si è distorto sempre di più, fino a quasi perdere il suo senso originale. Il rispetto è da sempre stato un argomento molto sentito, sopratutto dai rapper Old School, non solo americani, ma di tutto il mondo. Per farvi un esempio, c’è una canzone italiana (Street Opera, Lord Bean feat Fritz Da Cat) che fa “Vedo lo spettro del rispetto, l’hanno ucciso e adesso cerca il mandante, radar per la strada, l’assassino è latitante fra le tante mandrie, ognuno è comandante, il più grande maschera le vesti da infante” che sostanzialmente è quello che sta dicendo Namjoon in modo meno drammatico. Al giorno d’oggi (e non solo nel rap) il rispetto è stato “ucciso”, soprattutto dalle nuove generazioni dei giovani rapper, però la colpa non è solo loro, infatti, è un po’ colpa di ognuno. Dire “Respect” in Corea è diventato un trend, quindi questa perdita di identità è sentita specialmente dai rapper nei loro 25/30 anni (come Namjoon o Yoongi), ma anche prima di questo “trend” si stava iniziando a perdere l’identità di questa parola. (In pratica sono 20 anni che la gente dice “non c’è più rispetto” e se da un lato è vero, dall’altro anche basta). Essendo la rap line cresciuta con artisti prettamente Old School, probabilmente hanno sentito “molto” la differenza per questo, ma dall’altro l’hanno sentita “poco” perché è stata una cosa graduale.

Secondo Namjoon, il significato attuale della parola respect si è ridotto a “quando qualcuno fa qualcosa” [dalla traduzione inglese: “when someone keeps doing something”], e che quindi non capisce la logica dietro a questo modo di usarla, dicendo che secondo lui il rispetto è un concetto superiore a quello dell’amore. Il rispetto va guadagnato per le tue doti/qualità/capacità, mentre l’amore è una cosa che dai e ricevi irrazionalmente.

Successivamente Namjoon parla proprio del significato in se di Respect, partendo dal sentimento e arrivando alle radici della parola.

Look again and again and you’ll see your faults, but you still want to keep looking despite of that

In questa parte Namjoon usa un gioco di parole basato sulle origini latine della parola: Respectus, che si divide in re (di nuovo/again) e spectum (guardare), letteralmente “guardare a”, “l’atto di guardare spesso qualcosa/qualcuno”. Se da un lato abbiamo un significato personale e profondo, (quando ti piace qualcosa/la rispetti continui a guardarla ancora e ancora finché non vedi i suoi difetti) dall’altro ne abbiamo uno un po’ meno personale ma più accusatorio, come dicevo prima, la colpa della perdita dell’identità di respect è generica, quindi riguardando e riguardando possiamo capire come abbiamo fatto a far perdere di significato un concetto che era alla base della cultura Hip Hop.

Nella parte prima del ritornello (e anche in esso) entrambi i nostri rapper, chiedono agli altri di non usare la parola respect con leggerezza, e guardando il doppio significato del testo abbiamo anche qui, due interpretazioni. La prima è che, usando la parola con leggerezza, il significato viene perduto/variato, anche sminuito; mentre, la seconda interpretazione è quella più leggera e allegra del “non capisco l’inglese e non capisco la parola respect, quindi non usatela così spesso”. In pratica però il messaggio è uno soltanto, che voi vogliate tener conto della prima versione o della seconda (o anche di entrambe), e cioè: usate le parole con attenzione e non buttatele a casaccio, perché le parole hanno un significato, e, se proprio volete usare determinate parole, almeno sappiate il loro significato prima di farle uscire dalla vostra bocca.

La prima parte finisce qui, nella prossima parleremo della seconda strofa e della fine della canzone.

Grazie per essere arrivati fin qui, vi ricordo di seguirmi su Instagram (btstag_) per non perdervi aggiornamenti riguardo il blog 💜