Indigo by RM – le risposte ai vostri “perchè”

La struttura nascosta dell’album

Se osserviamo le dieci tracce nel loro insieme, possiamo vedere quasi una storia:

1. Yun
Chi sono?

↓

2. Still Life
Non voglio essere congelato in una definizione.

↓

3. All Day
Voglio ritrovare la mia voce.

↓

4. Forg_tful
Ma la memoria è fragile.

↓

5. Closer
Voglio comunque essere vicino a qualcuno.

↓

6. Change pt.2
Ma tutto cambia.

↓

7. Lonely
E il cambiamento può lasciarmi solo.

↓

8. Hectic
Anche il mondo esterno non risolve la solitudine.

↓

9. Wild Flower
Allora scelgo di essere semplicemente me stesso.

↓

10. No.2
E adesso posso andare avanti.

Questa sequenza rende Indigo molto più di una raccolta di dieci brani.

È quasi un percorso psicologico.

Perché ci sono così tanti featuring?

Otto delle dieci tracce hanno collaborazioni; gli unici due brani senza featuring sono Change pt.2 e Lonely.

E secondo me questa scelta è estremamente significativa.

I collaboratori non sembrano essere stati scelti soltanto per creare canzoni più commerciali.

RM ha spiegato esplicitamente di aver scelto artisti che avessero avuto una reale influenza sulla sua vita e sulla sua storia, piuttosto che persone coinvolte semplicemente per aumentare l’hype. (Hypebae)

E infatti:

Erykah Badu rappresenta una tradizione musicale che RM ammira.

Anderson .Paak rappresenta energia e libertà.

Tablo rappresenta il rapper che RM ammirava da giovane.

Kim Sawol rappresenta delicatezza e introspezione.

Mahalia e Paul Blanco portano l’intimità dell’R&B.

Colde rappresenta la dimensione urbana.

Youjeen porta l’esplosione emotiva di Wild Flower.

Park Jiyoon accompagna RM nella conclusione.

Sono quasi testimoni della sua vita artistica.

E allora perché proprio “Indigo”?

L’indaco è un colore che sta tra il blu e il viola.

È già, simbolicamente, un colore di confine.

E Indigo è esattamente un album sul vivere tra due identità:

tra RM e Namjoon;

tra passato e futuro;

tra celebrità e persona;

tra artista e essere umano;

tra solitudine e desiderio di connessione;

tra fuoco d’artificio e fiore selvatico.

RM ha inoltre collegato direttamente l’album alla pittura di Yun Hyong-keun e alla propria “blue period”: si considerava ancora un artista alla ricerca del proprio suono e della propria identità. (Hypebeast)

Quindi Indigo non è il colore di una persona che ha trovato tutte le risposte.

È il colore di una persona che sta ancora cercando.

Indigo e mono.: la vera evoluzione

Secondo me è impossibile comprendere completamente Indigo senza pensare a mono.

Se mono. sembra dire: “Il mondo è troppo rumoroso. Ho bisogno di stare da solo.”

Indigo sembra rispondere: “Sono stato da solo abbastanza. Adesso voglio capire chi sono.”

mono. è più introspettivo.

Indigo è più aperto.

mono. guarda dentro.

Indigo guarda dentro e poi torna a guardare fuori.

E soprattutto Indigo non cerca di eliminare le contraddizioni.

Le accetta.

RM può amare Seoul e odiarla.

Può amare la fama e sentirsi soffocare.

Può essere orgoglioso di BTS e desiderare di essere conosciuto come Namjoon.

Può voler cambiare e contemporaneamente avere nostalgia di ciò che era.

Può voler essere ricordato e parlare della propria dimenticanza.

Queste contraddizioni non sono errori dell’album.

Sono il suo contenuto.

La frase che riassume tutto

Se dovessi ridurre Indigo a un’unica idea, sarebbe questa:

“Non voglio più essere ricordato soltanto per ciò che ho fatto. Voglio essere libero di diventare ciò che sarò.”

E per questo No.2 è una conclusione così importante.

RM non distrugge il proprio passato.

Non lo rinnega.

Lo trasforma in un’opera.

Poi lo lascia sul muro.

Come un quadro.

Può guardarlo quando vuole.

Ma non deve più vivere dentro quella cornice.

Ed è forse questo il significato più profondo del titolo Indigo: un autoritratto di una persona ancora in trasformazione.

Non un punto d’arrivo.

Una fotografia scattata mentre Kim Namjoon sta ancora diventando se stesso, a human.

(FULL ALBUM) Indigo by RM – la nostra analisi (PARTE 3)

6.CHANGE PT.2 – Niente rimane uguale

E qui arriviamo al cuore più inquieto dell’album.

Change pt.2 è una delle canzoni più importanti di Indigo proprio perché musicalmente sembra quasi “rompersi”.

La produzione cambia, si distorce, diventa elettronica e nervosa, poi lascia spazio a una componente più pulita e pianistica. La struttura stessa sembra rappresentare il cambiamento che descrive. (NME)

Il concetto è semplice:

tutto cambia.

Ma la semplicità della frase nasconde qualcosa di doloroso.

Perché se tutto cambia, significa che:

le persone che amiamo cambiano;

noi cambiamo;

le relazioni cambiano;

i sogni cambiano;

la nostra idea di futuro cambia.

E soprattutto:

non possiamo tornare alla persona che eravamo.

Questo è il vero dolore di Change pt.2.

Non necessariamente perdere qualcuno.

Ma capire che anche se quella persona tornasse, nessuno dei due sarebbe più quello di prima.

Ed è qui che il titolo assume un significato più ampio.

Change pt.2 non è soltanto il seguito della precedente Change.

È quasi la seconda parte di una filosofia.

La prima fase diceva:

il cambiamento può essere positivo.

La seconda risponde:

sì, ma può anche fare male.

Il cambiamento è inevitabile, ma accettarlo non significa che smetterà di ferire.

7.LONELY – La stanza d’albergo come metafora

Dopo il caos di Change pt.2 arriva Lonely.

E non è casuale.

È come se, dopo aver accettato che tutto cambia, RM si ritrovasse da solo con le conseguenze.

La stanza d’albergo è una delle immagini più potenti della canzone.

Una stanza d’albergo è un luogo in cui puoi dormire, ma non appartieni veramente a quel luogo.

È temporanea.

Anonima.

Uguale a mille altre.

E questo la rende una metafora perfetta per la vita in tour e per una certa forma di celebrità.

Puoi essere in una città enorme, circondato da migliaia di persone, e sentirti comunque fuori posto.

La solitudine di Lonely non è semplicemente “non ho nessuno”.

È:

“non mi sento a casa.”

E questo si collega direttamente a mono. e alla sensibilità di RM verso Seoul, gli spostamenti, la città e la distanza.

Ma qui la solitudine è ancora più personale.

Non c’è più una grande riflessione filosofica.

C’è soltanto una persona che ammette:

sono solo.

8. HECTIC – Amare e odiare la propria città

Con Hectic RM torna all’esterno.

Dopo essere stato chiuso nella stanza d’albergo, esce nella città.

Ma la città non lo salva.

Se Lonely rappresenta la solitudine dentro uno spazio chiuso, Hectic rappresenta la solitudine dentro uno spazio affollato.

E qui ritorna Seoul.

La città è viva, rumorosa, luminosa, piena di persone.

Ma RM è ancora stanco.

Questa contraddizione è importante: puoi amare un luogo e contemporaneamente sentirti soffocare al suo interno.

La città diventa quindi quasi una persona con cui RM ha una relazione complicata.

La ama.

La odia.

Gli appartiene.

A volte gli sembra estranea.

È una continuazione naturale del rapporto con Seoul già presente in mono..

E musicalmente la scelta del city-pop è perfetta: il brano è piacevole, luminoso, quasi nostalgico.

Ma sotto la superficie c’è una persona stanca.

È come guidare di notte attraverso una città bellissima mentre dentro di te non sai ancora dove stai andando.

9.WILD FLOWER – Il centro spirituale dell’album

E arriviamo alla canzone più importante.

Wild Flower non è semplicemente la title track.

È la risposta a tutte le domande precedenti.

Per comprendere il brano bisogna partire dall’opposizione:

fuochi d’artificio vs. fiore selvatico.

Il fuoco d’artificio:

  • è enorme;
  • è luminoso;
  • viene osservato da tutti;
  • dura pochissimo;
  • deve essere spettacolare.

Il fiore selvatico:

  • cresce senza essere programmato;
  • non ha bisogno di un pubblico;
  • rimane radicato;
  • può essere piccolo;
  • può durare molto più a lungo.

RM ha spiegato di aver desiderato per molto tempo questa immagine e di averla collegata anche alle parole della madre sui fiori selvatici che sbocciano tranquillamente. In origine aveva pensato al titolo “Flowerworks”, giocando sul rapporto con “fireworks”. (BTS Interview Archive)

Questa è forse la metafora perfetta della sua carriera.

Per anni RM è stato un fuoco d’artificio.

BTS è un fenomeno enorme.

Lui è una figura pubblica.

Milioni di persone guardano ogni sua azione.

Ma il successo ha anche una data di scadenza.

Il fuoco d’artificio deve esplodere.

Il fiore deve semplicemente esistere.

E quindi la vera ambizione di RM non è più:

“voglio essere il più grande.”

Diventa:

“voglio rimanere me stesso.”

Ed è una differenza enorme.

Il dettaglio più bello di Wild Flower

RM ha spiegato che, dopo aver incontrato l’arte di Yun Hyong-keun, ha iniziato a ripensare alle proprie origini.

E ha ricordato che all’inizio voleva scrivere poesie.

Questo crea un cerchio perfetto:

poesia → rap → BTS → fama → crisi → arte → poesia.

L’album è quindi un viaggio che torna al punto di partenza.

Ma RM non è più la stessa persona.

Non torna indietro.

Torna alle proprie radici.

Questa è la differenza.

10. NO.2 – Imparare a non voltarsi indietro

E infine No.2.

È una scelta di chiusura perfetta.

Dopo aver passato nove tracce a guardare il proprio passato, RM deve finalmente decidere cosa farne.

La risposta è:

lasciarlo andare.

Il titolo richiama anche Number 1, il primo dipinto realizzato da Jackson Pollock con la tecnica del dripping, ma può essere letto simbolicamente anche come un riferimento al “secondo capitolo” della sua carriera. (Wikipedia)

E qui torna il concetto di memoria.

Indigo è nato per conservare il passato.

Ma l’album finisce dicendo:

non devi vivere dentro ciò che hai conservato.

Puoi guardarlo.

Puoi ricordarlo.

Puoi ringraziarlo.

E poi puoi andare avanti.

(FULL ALBUM) Indigo by RM – la nostra analisi (PARTE 2)

2. STILL LIFE – “Non potete chiudermi dentro una cornice”

Se Yun introduce l’idea dell’artista, Still Life introduce quella della cornice.

Il titolo è un gioco concettuale perfetto. Una still life è una natura morta: qualcosa che viene immobilizzato, osservato, conservato. Ma RM rifiuta di essere trasformato in un oggetto immobile.

La sua vita è stata continuamente osservata:

BTS.

RM.

Kim Namjoon.

Il leader.

Il rapper.

L’idolo.

Tutte queste definizioni rischiano di diventare delle cornici. Ma una fotografia può essere conservata.

Una persona no.

Ed è qui che entra il concetto di movimento. RM è ancora vivo, quindi può cambiare. Il suo passato non può essere trasformato in una definizione permanente.

È una risposta molto interessante alla fama: la fama tende a trasformare una persona in un’immagine; RM vuole continuare a essere una persona.

La presenza di Anderson .Paak rende il brano particolarmente brillante perché musicalmente sembra quasi una liberazione dalla pesantezza concettuale di Yun. (Long River Review)

3. ALL DAY – Quando l’algoritmo decide chi sei

Con All Day l’album diventa improvvisamente più aggressivo e giocoso.

Ma sotto l’energia hip-hop c’è una riflessione molto contemporanea: quanto della nostra identità scegliamo davvero noi? RM e Tablo parlano di algoritmi, mode e uniformità.

Il problema non è soltanto che gli altri giudichino ciò che siamo. È che potremmo iniziare a costruire noi stessi sulla base di ciò che gli altri vogliono vedere.

E questo è particolarmente significativo per RM.

La sua carriera è iniziata in un ambiente in cui esistono aspettative precise su come dovrebbe essere un idol, un rapper, una celebrità.

Ma lui vuole recuperare qualcosa di più primitivo: la libertà di dire “Questo mi piace. Questo sono io.”

La domanda più importante della canzone è quindi:dove finisce la nostra autenticità e dove comincia ciò che abbiamo imparato a performare?

E infatti emerge un’altra idea fondamentale dell’album: il ritorno alla poesia.

RM ha raccontato di essere partito dalla poesia e di aver concepito il rap inizialmente come una forma di “rhythm and poetry”. (Hypebeast)

Quindi il percorso dell’album non è:

rapper → popstar → artista.

È quasi il contrario:

artista → celebrità → ritorno all’artista.

4.FORG_TFUL – La memoria come qualcosa di fragile

Qui Indigo cambia completamente atmosfera.

Forg_tful è acustica, delicata, quasi infantile nella sua semplicità.

E questa semplicità è essenziale.

RM ha spiegato che il brano nacque proprio dalla consapevolezza di essere una persona smemorata e dalla riflessione sulla fragilità dei ricordi. Raccontò di aver pensato a come le persone scrivano nomi e frasi sui luoghi per paura che i sentimenti vengano dimenticati. (Hypebeast)

Ed ecco il paradosso:

Indigo nasce per conservare la memoria, ma una delle prime canzoni parla proprio del fatto che la memoria non può essere conservata perfettamente.

Questo rende l’intero progetto ancora più malinconico.

Perché anche un album è una forma di memoria.

RM sta dicendo:

“Non ricorderò tutto. Quindi devo lasciare qualcosa.”

La canzone non tratta la dimenticanza come un fallimento.

La tratta come parte della condizione umana.

Dimentichiamo persone, luoghi, odori, sensazioni.

Eppure continuiamo a vivere.

5.CLOSER – Il desiderio di raggiungere qualcuno

Dopo la riflessione sulla memoria arriva Closer.

Qui il tema passa dalla memoria all’intimità.

La canzone parla del desiderio di avvicinarsi a qualcuno, ma anche della distanza che impedisce di farlo davvero.

Ed è importante che arrivi dopo Forg_tful.

Perché l’album sembra chiedersi:

se tutto cambia e tutto viene dimenticato, cosa rimane tra due persone?

La risposta non è necessariamente “l’amore”.

È il desiderio.

Il desiderio di essere vicini.

Il desiderio di essere ricordati.

Il desiderio di lasciare un segno.

Musicalmente, Closer è R&B e molto più sensuale delle tracce precedenti. Questo ci mostra un’altra faccia di RM: non il leader, non il rapper, non il filosofo, ma semplicemente una persona innamorata.

Ed è una delle cose più importanti di Indigo.

RM cerca continuamente di ridurre la distanza tra persona pubblica e persona privata.

(FULL ALBUM) Indigo by RM – la nostra analisi (PARTE 1)

Un album sul passaggio dall’essere “RM” all’essere Kim Namjoon

Il tema centrale di Indigo è, secondo me, l’identità.

RM si trova in una posizione paradossale: è una delle persone più riconoscibili al mondo, ma proprio questa fama rischia di rendere invisibile l’individuo che esiste dietro il nome d’arte. L’album nasce quindi dalla domanda: chi sono quando non devo essere RM?

Questa tensione emerge già nella traccia d’apertura, che analizzeremo tr poco insieme. Il brano prende ispirazione dal pittore sudcoreano Yun Hyong-keun, la cui arte e filosofia hanno avuto un ruolo fondamentale nella concezione dell’album. RM non vuole semplicemente essere un artista di successo: vuole prima di tutto rimanere un essere umano capace di creare.

È significativo che il disco cominci proprio da qui: prima l’uomo, poi l’artista, poi la celebrità. Ma partiamo prima dal titolo.

Indigo

Il colore indaco è fondamentale per comprendere l’estetica dell’album.

RM ha indicato l’indaco come uno dei suoi colori preferiti e lo ha associato anche alla produzione artistica di Yun Hyong-keun. Il progetto visivo cerca inoltre di rappresentare la giovinezza non come qualcosa di perfettamente definito, ma come qualcosa di sbiadito, macchiato, stratificato, simile a un ricordo che rimane dopo che il tempo è passato.

Questa idea è perfetta per l’album: Indigo non racconta i vent’anni di RM come una storia lineare di successo.

Racconta piuttosto ciò che resta dopo averli attraversati.

Non racconta semplicemente ciò che è successo a RM. Cerca piuttosto di conservare chi era Kim Namjoon mentre quelle cose accadevano.

RM ha spiegato che l’album è il suo “archivio” della seconda metà dei vent’anni: un documento di ciò che sentiva e pensava prima di entrare nei trent’anni. (Vogue)

Ed è proprio il concetto di documentazione a essere fondamentale.

Il problema è che la memoria cambia.

Le persone cambiano.

I sentimenti cambiano.

Le città cambiano.

Anche noi cambiamo.

Quindi come si può conservare qualcosa che, per sua natura, è destinato a trasformarsi?

La risposta di RM è: attraverso l’arte.

Da qui nasce il rapporto strettissimo tra Indigo e la pittura.

Traccia 1 – Yun (feat Eryka Badu)

L’album si apre con Yun, dedicata al pittore sudcoreano Yun Hyong-keun.

Non è semplicemente una canzone che parla di un artista che RM ammira. Yun diventa quasi una figura-guida per l’intero album, essendoo il suo pittore preferito. Rm possiede anche dei suoi quadri, uno in salotto e uno nel proprio studio.

RM ha raccontato di essere rimasto profondamente colpito dalla vita di Yun: aveva attraversato colonialismo, guerra, dittatura, prigionia e diverse esperienze vicine alla morte. Nonostante tutto, RM vedeva in lui una persona rimasta sincera e autentica. (Hypebeast)

Questo è fondamentale.

Perché RM non cerca semplicemente un artista famoso da imitare.

Cerca qualcuno che gli insegni come rimanere se stessi quando il mondo cerca di trasformarti in qualcos’altro.

Una delle idee centrali di Yun è infatti la distinzione tra:

essere un artista e essere una persona che produce arte per continuare a essere se stessa.

RM arriva a una conclusione molto importante: prima di essere un artista deve essere un essere umano. Per questo il suo recente tatuaggio “a human” è così significativo.

È quasi un manifesto:

prima l’uomo, poi l’arte.

E questa idea accompagnerà tutto il disco.